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Home Cronaca

Detenuti ad Avellino su TikTok, blitz della polizia penitenziaria

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
19 Maggio 2020
in Avellino, Cronaca
TikTok

TikTok

La tecnologia e le sue propaggini più potenti, i social, a volte hanno effetti devastanti sull’essere umano. Spesso questi strumenti vengono utilizzati in maniera impropria, come nel caso di alcuni detenuti sorpresi in una casa circondariale a postare video su TikTok. Le riprese girate nelle celle sono state diffuse sul social cinese lanciato a fine 2016, ma i post dei detenuti hanno, inaspettatamente, raggiunto un pubblico più vasto. Grazie ai contenuti, infatti, la polizia penitenziaria di Avellino è riuscita a risalire al luogo dove è ospitato il carcere ripreso nel video, struttura in cui sono stati trovati tre telefoni e uno smartphone che consentivano ai detenuti di poter comunicare con l’esterno. Il blitz è avvenuto dopo l’analisi delle immagini, nelle quali si vedono i carcerati nella loro quotidiana tranquillità, con uno che è anche intento a parlare al telefono. Il post condiviso è stato poi ricollegato a un account che apparteneva a uno dei detenuti.

Chiunque, ormai, avrà visto almeno un video su TikTok, anche senza rendersene conto. Le brevi immagini riprendono persone con una canzone, o altri tipi di suoni, in sottofondo. Si sono fatti prendere la mano anche i detenuti del carcere di Avellino che hanno ripreso le stanze con una veloce panoramica, condite dall’immancabile sottofondo neomelodico, e lo hanno condiviso. Le scene mostrate potrebbero all’apparenza sembrare di vita quotidiana: un corridoio, un uomo che saluta, un altro che è tranquillamente al telefono. Peccato che l’ambiente sia quello di un carcere e che avere telefoni e smartphone sia proibito. Le immagini su TikTok, alla fine, sono giunte alle forze dell’ordine tramite l’enorme potere dei social, saltando da una condivisione all’altra, da un telefono all’altro, per giungere perfino su WhatsApp.

Una volta in possesso delle immagini incriminate, la polizia penitenziaria ha avviato le adeguate indagini per ricostruire e individuare il luogo. Scoperto così il carcere di Avellino, le celle e i detenuti è scattato il blitz all’alba. Gli agenti, dopo aver perquisito i locali dell’alta sicurezza, hanno trovato uno smartphone e tre cellulari, con gli ultimi che erano nascosti in un barattolo di passata di pomodori riempito con del riso per simulare il peso del prodotto confezionato. Il segretario nazionale per la Campania del sindacato autonomo polizia penitenziaria, Emilio Fattorello, ha commentato la vicenda parlando di arroganza e di certezza di impunità da parte dei detenuti, chiusi in una sezione di alta sicurezza che ospita anche esponenti della criminalità organizzata campana.

Il segretario generale del sindacato Sappe, Donato Capece, ha ricordato che gli interventi della polizia penitenziaria nei confronti dell’utilizzo abusivo di telefoni cellulari in carcere è ormai indifferibile, così da contrastare comunicazioni non consentite con l’esterno. Ha aggiunto anche che andrebbe previsto uno specifico intervento legislativo contro i detenuti che vengono scoperti a usare telefoni cellulari in carcere, arrivando a prevederlo come reato.

 

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Tags: TikTok
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