La tecnologia e le sue propaggini più potenti, i social, a volte hanno effetti devastanti sull’essere umano. Spesso questi strumenti vengono utilizzati in maniera impropria, come nel caso di alcuni detenuti sorpresi in una casa circondariale a postare video su TikTok. Le riprese girate nelle celle sono state diffuse sul social cinese lanciato a fine 2016, ma i post dei detenuti hanno, inaspettatamente, raggiunto un pubblico più vasto. Grazie ai contenuti, infatti, la polizia penitenziaria di Avellino è riuscita a risalire al luogo dove è ospitato il carcere ripreso nel video, struttura in cui sono stati trovati tre telefoni e uno smartphone che consentivano ai detenuti di poter comunicare con l’esterno. Il blitz è avvenuto dopo l’analisi delle immagini, nelle quali si vedono i carcerati nella loro quotidiana tranquillità, con uno che è anche intento a parlare al telefono. Il post condiviso è stato poi ricollegato a un account che apparteneva a uno dei detenuti.
Chiunque, ormai, avrà visto almeno un video su TikTok, anche senza rendersene conto. Le brevi immagini riprendono persone con una canzone, o altri tipi di suoni, in sottofondo. Si sono fatti prendere la mano anche i detenuti del carcere di Avellino che hanno ripreso le stanze con una veloce panoramica, condite dall’immancabile sottofondo neomelodico, e lo hanno condiviso. Le scene mostrate potrebbero all’apparenza sembrare di vita quotidiana: un corridoio, un uomo che saluta, un altro che è tranquillamente al telefono. Peccato che l’ambiente sia quello di un carcere e che avere telefoni e smartphone sia proibito. Le immagini su TikTok, alla fine, sono giunte alle forze dell’ordine tramite l’enorme potere dei social, saltando da una condivisione all’altra, da un telefono all’altro, per giungere perfino su WhatsApp.
