Lo street artist OBEY a Napoli: realizzati due murales “pacifisti”
Il famoso street artist ha realizzato due opere sul tema della pace. A Ponticelli e a Largo Donnaregina, in occasione della mostra "Power to the Peaceful" e della visita del Papa, OBEY richiama alla consapevolezza e alla responsabilità in nome della pace
Lo street artist americano OBEY è arrivato nel capoluogo campano in occasione della mostra “Power to the Peaceful” (“Potere ai pacifici”) presso le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, in via Toledo. La mostra è iniziata il 6 maggio e la sua partecipazione è coincisa con la visita in città del Pontefice. Per questi due eventi l’artista ha realizzato due murales sul tema della “pace”. Il primo a Ponticelli, nella periferia est, sulla facciata delle “Case di Topolino” in via Carlo Miranda; il secondo sulle scale che portano al sagrato della Chiesa di Santa Maria Donnaregina, nel cuore del centro storico di Napoli.
L’artista
Frank Shepard Fairey, in arte “OBEY”, è un’artista di strada americano divenuto famoso nel 2007 per aver realizzato un murales a sostegno di Barack Obama. Il suo nome d’arte significa letteralmente “obbedire”, comportamento contro cui l’artista sprona a reagire, contrapponendo un atteggiamento di disobbedienza civile. Giunto a Napoli per la prima volta nel 2014, lo street artist fa nuovamente tappa nella città partenopea grazie alla collaborazione con “INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana“, il Comune di Napoli e il direttore della “Fondazione Napoli C’entro” Enzo Porzio.
Frank Shepard Fairey, in arte OBEY
Il significato dei murales
Il murales di Ponticelli è stato realizzato con la tecnica dello “stencil” e raffigura un volto femminile dai cui capelli fioriscono quattro grandi rose. La figura ha un aspetto solenne, quasi sacrale, grazie all’effetto dei raggi sullo sfondo. Al centro della raffigurazione vi è poi un maestoso occhio che si fonde con il simbolo della pace. Il titolo dell’opera è “Third Eye Open Peace” e vuole lanciare un messaggio che intreccia il tema della pace alle condizioni esistenziali che la rendono possibile. L’occhio simboleggia il dialogo con il proprio “io interiore”, le rose richiamano a quella crescita e a quella trasformazione necessaria, i raggi tracciano infine l’orizzonte da seguire.
“Third Eye Open Peace“, l’opera di OBEY a Ponticelli, Napoli
La seconda opera, realizzata sulle scale della Chiesa di Santa Maria Donnaregina, in pieno centro a Napoli, raffigura invece la tradizionale colomba, noto simbolo di pace e prosperità della religione cristiana. Questa è stata eseguita in occasione dell’arrivo di Papa Leone XIV in città, il cui accorato appello per una “pace disarmata e disarmante” pronunciato all’indomani del suo pontificato, in un mondo dilaniato da guerre, odio e violenza, resta di grande attualità. L’artista ha eseguito l’opera anche come forma di benvenuto alla futura “Casa dei giovani”, uno spazio di formazione e co-working per i ragazzi della zona.
Il murales di OBEY a Largo Donnaregina, Napoli
L’arte tra guerra e politica
In un’epoca in cui le persone si sentono schiacciate da eventi drammatici – come le guerre in Iran, in Libano, in Ucraina, o il genocidio del Popolo Palestinese – un’azione concreta che si può fare è scendere in piazza per la pace, mobilitandosi pacificamente e facendo sentire la propria voce. Questa forma di attivismo politico si realizza anche attraverso l’arte, ricordandoci come la cultura non sia mai neutrale. Un’opera artistica, infatti, può sfruttare la potenza visiva delle immagini, riuscendo a veicolare messaggi in modo a volte più efficace delle semplici parole. I lavori di OBEY ci ricordano qual è la bussola che il Paese, attraversato da uno dei movimenti pacifisti più grandi al mondo, deve seguire.
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