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Pistola in vista per convincere imprenditore a pagare stipendi già corrisposti. 45enne arrestato a Sant’Agnello

È così finito in manette G. G., quarantacinquenne di Piano di Sorrento, già noto alle forze dell’ordine

redazione di redazione
28 Agosto 2020
in Cronaca, Napoli
pizzeria

Si è presentato in un cantiere di Sant’Agnello, sulla costiera sorrentina, dove il titolare di una ditta edile, insieme a suoi operai, stava curando la ristrutturazione di una residenza privata. Ha preteso il pagamento di vecchie prestazioni lavorative già corrisposte nel 2019 e, per “convincere” il suo ex datore di lavoro a cedere alle sue richieste, ha mostrato il calcio di una pistola che gli sporgeva dalla cintura dei pantaloni. È così finito in manette G. G., quarantacinquenne di Piano di Sorrento, già noto alle forze dell’ordine, arrestato dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Sorrento, allertati dagli altri operai presenti nel cantiere. Quando sono arrivati lo hanno perquisito e hanno scoperto che la pistola esibita era in realtà ad aria compressa, ma priva del tappo rosso. Sottoposto ai domiciliari, il quarantacinquenne è ora in attesa di giudizio: dovrà rispondere di tentata estorsione.

pistola in
Sant’Agnello

Nei mesi scorsi altre vessazioni nei confronti di un imprenditore, in quel caso nel Casertano. Accusati di tentata estorsione in concorso, mediante l’utilizzo di armi e con l’aggravante del metodo mafioso A.C. (50 anni), F.B. (41 anni), F.S. (39 anni), e G.A. (34 anni), sono stati tratti in arresto dai carabinieri delle stazioni di Pinetamare e Castel Volturno, in esecuzione a un decreto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il fermo è scaturito in seguito a una scrupolosa attività investigativa, che ha permesso di accertare come i quattro indagati avessero tentato di estorcere del denaro da un imprenditore del litorale domitio, agendo in un periodo di tempo compreso tra l’ultima decade di giugno e le prime settimane di luglio. I malviventi, in una circostanza, erano arrivati addirittura a percuotere e minacciare la vittima mostrandogli una pistola e palesandogli al contempo l’appartenenza alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi.

Le indagini hanno permesso di ricostruire il sistema messo in atto dagli arrestati: il primo ad avvicinare l’imprenditore era stato G.A., un elettricista del posto che, nel corso di un incontro, aveva chiaramente intimorito il suo bersaglio, mettendolo al corrente della presenza sul territorio del sodalizio criminale di cui facevano parte i quattro fermati, esplicitando come costoro fossero impegnati a riscuotere i ratei estorsivi nelle zone di egemonia e che, pertanto, si sarebbero certamente fatti vivi anche presso l’attività gestita dall’imprenditore. Un avviso che, in seguito, si è avverato più volte: la spedizione punitiva documentata dagli inquirenti sarebbe nata a seguito dell’opposizione della vittima, che ha causato la ritorsione dei propri estorsori. Una vicenda che non ha avuto un epilogo più drammatico solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine. I Gip dei Tribunali di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord hanno convalidato i fermi per i quattro arrestati, rintracciati tra i comuni di Mondragone, Villaricca e Castel Volturno. Tre di loro sono attualmente reclusi presso il carcere sammaritano, mentre un quarto membro del gruppo è detenuto ai domiciliari.

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Tags: flashsant'agnelloSorrento
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