Si è presentato in un cantiere di Sant’Agnello, sulla costiera sorrentina, dove il titolare di una ditta edile, insieme a suoi operai, stava curando la ristrutturazione di una residenza privata. Ha preteso il pagamento di vecchie prestazioni lavorative già corrisposte nel 2019 e, per “convincere” il suo ex datore di lavoro a cedere alle sue richieste, ha mostrato il calcio di una pistola che gli sporgeva dalla cintura dei pantaloni. È così finito in manette G. G., quarantacinquenne di Piano di Sorrento, già noto alle forze dell’ordine, arrestato dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Sorrento, allertati dagli altri operai presenti nel cantiere. Quando sono arrivati lo hanno perquisito e hanno scoperto che la pistola esibita era in realtà ad aria compressa, ma priva del tappo rosso. Sottoposto ai domiciliari, il quarantacinquenne è ora in attesa di giudizio: dovrà rispondere di tentata estorsione.

Nei mesi scorsi altre vessazioni nei confronti di un imprenditore, in quel caso nel Casertano. Accusati di tentata estorsione in concorso, mediante l’utilizzo di armi e con l’aggravante del metodo mafioso A.C. (50 anni), F.B. (41 anni), F.S. (39 anni), e G.A. (34 anni), sono stati tratti in arresto dai carabinieri delle stazioni di Pinetamare e Castel Volturno, in esecuzione a un decreto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il fermo è scaturito in seguito a una scrupolosa attività investigativa, che ha permesso di accertare come i quattro indagati avessero tentato di estorcere del denaro da un imprenditore del litorale domitio, agendo in un periodo di tempo compreso tra l’ultima decade di giugno e le prime settimane di luglio. I malviventi, in una circostanza, erano arrivati addirittura a percuotere e minacciare la vittima mostrandogli una pistola e palesandogli al contempo l’appartenenza alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi.

