Un vero e proprio sistema parallelo a pagamento all’interno dell’isola ecologica comunale. È quanto hanno portato alla luce i Carabinieri a Qualiano, smantellando un giro di mazzette che consentiva a privati e aziende sprovviste di requisiti ambientali di smaltire illegalmente tonnellate di rifiuti.Il bilancio dell’operazione conta 16 indagati complessivi: tra questi figurano tre dipendenti del Comune, per i quali è scattata la sospensione immediata dall’esercizio di pubblici uffici.
Le accuse a vario titolo sono pesantissime:
- Corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio
- Peculato
- Gestione, stoccaggio e smaltimento illecito di rifiuti speciali senza autorizzazione
Dalla segnalazione del Sindaco al blitz
L’inchiesta è nata a seguito di un punto di svolta fondamentale: la denuncia presentata lo scorso anno dal primo cittadino di Qualiano, insospettito da alcune anomalie nella gestione dell’impianto. Le successive indagini dei militari hanno confermato il quadro sospetto. L’isola ecologica — che per legge dovrebbe offrire un servizio del tutto gratuito ai cittadini residenti — era stata trasformata dagli addetti in una piattaforma d’affari privata. Dietro il versamento diretto di somme in contanti, i tre dipendenti comunali compiacenti garantivano l’accesso e la scarico di grandi volumi di materiale: dai semplici sfalci di potatura fino a ingenti quantitativi di scarti ferrosi e rifiuti misti ad alto impatto ambientale. Con la notifica delle misure cautelari a carico dei 16 soggetti coinvolti si chiude così il primo cerchio su una gestione infedele che svendeva la tutela del territorio in cambio di mazzette.

