Un incubo lungo nove anni si è concluso con l’ingresso in cella per un 28enne di Melito di Napoli. Già sottoposto alla misura della detenzione domiciliare per reati legati agli stupefacenti, l’uomo è stato tratto in arresto dai Carabinieri con le accuse di atti persecutori, evasione e detenzione di droga ai fini di spaccio.
La svolta è arrivata nel primo pomeriggio, quando la vittima — coetanea dell’aggressore — si è rivolta disperata alla Tenenza locale dopo l’ennesimo messaggio intimidatorio: “Non uscire, se vengo lì finisce male”. Terrorizzata per la propria incolumità e per quella della figlia piccola, la donna è stata subito accolta dagli uffici dell’Arma per formalizzare la denuncia. Agli operanti la giovane ha ricostruito anni di violenze psicologiche e fisiche, sfociate nella decisione di interrompere ogni rapporto lo scorso agosto. Una scelta mai accettata dal 28enne, che ha continuato a perseguitarla con numeri anonimi e minacce brutali. Agli atti sono finiti dettagli inquietanti: un filmato in cui l’uomo brandiva un coltello promettendo di conficcarglielo in testa, messaggi vocali in cui minacciava di rasarla a zero, fino a episodi di aggressione fisica e blitz sotto casa compiuti violando i domiciliari.

