Quello che è accaduto a una povera ragazza della provincia di Caserta è quanto di più riprovevole e disgustoso si possa raccontare ed evidenzia come il problema della violenza di genere, sintomo di un sistema culturale di tipo “patriarcale”, sia ancora ben lontano dall’essere risolto. Per ricostruire con precisione l’accaduto bisogna però fare un passo indietro nel tempo di almeno un paio di anni, quando la vittima delle violenze sessuali aveva deciso di interrompere dopo un po’ di tempo la sua relazione sentimentale con l’ex fidanzato, un trentunenne originario di Santa Maria Capua Vetere. Secondo quanto dichiarato dalla ragazza agli inquirenti, la quale ha trovato il coraggio di denunciare il suo aguzzino, era il settembre del 2020 quando il suo ex compagno la contattò per parlarle e per chiederle dei chiarimenti in merito alla fine della loro relazione. La ragazza, inconsapevole che si trattasse di una trappola architettata dall’uomo per vendicarsi e farle del male, convinta al contrario della sua sincerità, decise di accettare l’invito al chiarimento da parte dell’ex.
Tale decisione, però, si rivelò presto sbagliata. Incontratisi all’appuntamento, la ragazza spiegò all’ex fidanzato i motivi che l’avevano spinta a chiudere la relazione in quanto i suoi sentimenti nei suoi confronti erano cambiati: in poche parole non lo amava più. Il trentunenne, tuttavia, continuava a non accettare la fine della loro relazione, considerando l’ex fidanzata come una sua “proprietà”. A quel punto l’ex fidanzato andò di matto e in preda a un’inspiegabile quanto irrazionale raptus di gelosia, poiché pensava che la ragazza avesse stretto nel frattempo una relazione sentimentale con altro uomo, decise di strattonarla e di trascinarla con la forza proprio dietro al cimitero di Santa Maria Capua Vetere. Fu proprio in questo luogo tetro e isolato, lontano da occhi indiscreti e senza alcuna via d’uscita per la vittima, che andò in scena l’orrore e la terribile violenza ai danni della ragazza.

