Secondo le previsioni dei medici, la vita di Sammy sarebbe durata solo tredici anni. Invece, lui di anni ne ha compiuti 26, grazie agli enormi passi fatti dalla ricerca in questi anni; ed ora vuole chiedere aiuto al Papa: “Riunisca i grandi della terra per sostenere la ricerca”, ora che la scienza potrebbe essere vicinissima a trovare una cura per chi come lui è affetto da progeria. La progeria, è una malattia genetica rara che colpisce un bambino su 8 milioni. I pazienti affetti da questa patologia nascono sani, ma dopo il primo anno di vita mostrano una prematura senescenza, un’accelerazione dei processi di invecchiamento: la pelle si assottiglia, i muscoli perdono forza, si trovano ad affrontare problemi di osteoporosi, artrite, ritardo nella crescita, anomalie della cute e alopecia , problemi al cuore e ai vasi sanguigni con un’aspettativa di vita di soli 13,5 anni senza trattamenti. Attualmente, le persone affette da progeria al mondo si aggirano attorno ai 350 casi, anche se sono solo 130 i casi di progeria classica (HGPS) riconosciuti nel mondo, di cui 4 in Italia.
Ed è proprio Sammy Basso il giovane affetto da invecchiamento precoce che ha parlato al “Corriere della Sera” della sua sindrome ,è stato lui a raccontare a che punto è la sperimentazione ed a parlare dell’impegno che ogni giorno mette al servizio della scienza. Sammy ha conseguito ben due lauree, una in Scienze naturali, con tesi sulle terapie innovative per rallentare l’avanzamento della progeria, e l’altra in Biologia molecolare.

