La malattia Covid-19 causata dal virus Sars-CoV-2 si è manifestata, nel tempo, con diversi sintomi, tra i più comuni: tosse, affaticamento, dolore alle ossa, fiato corto, senso di oppressione al petto, febbre, sintomi da raffreddamento, mal di testa, disturbi gastrointestinali, perdita del gusto e dell’olfatto, annebbiamento mentale, eruzioni cutanee. Dal ceppo originario di Wuhan Sars- Cov-2 è cambiato in maniera repentina, fino all’ultima variante la BA.2.75, ribattezzata Centaurus, che si sta diffondendo rapidamente in India e che ha da poco iniziato a diffondersi anche nel Regno Unito; sembra essere più contagiosa e più elusiva rispetto all’immunità acquisita tramite vaccinazione e infezione e sarà la variante protagonista della prossima ondata di infezioni.
Centaurus «ha una capacità maggiore di legarsi ai recettori polmonari: questo non è bello perché fa pensare a una maggiore capacità diffusiva e anche di schivare un po’ la protezione immunitaria di infezioni pregresse», per cui «potrebbe essere la protagonista della prossima onda» da affrontare in futuro, «complice magari anche la meteorologia, legata al periodo invernale» ha detto Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, intervenendo a un dibattito sul Covid al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca).
Ma in questi ultimi tempi, dai dati parziali a disposizione, è la variante Omicron 5 che è largamente diffusa tra la popolazione: è stimata già intorno al 70%, con BA.4 che invece è presente in misura minore. Nell’ultima flash survey dell’Iss (Istituto superiore di sanità) in Italia il 7 giugno scorso la variante Omicron aveva una prevalenza stimata al 100%, con la sottovariante BA.2 predominante e la sottovarianti BA.5 al 23%. Il prof. Mauro Pistello, direttore dell’Unità di virologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia e tra i fondatori della rete di sequenziamento dell’Iss. dichiara “Abbiamo anche trovato due varianti di BA.2 che sono abbastanza diffuse negli Usa, il segnale della ripresa dei viaggi e della dismissione di tutte le misure di contenimento”.
Intanto, i sintomi di Omicron 5, la variante dominante in questa ondata di contagi, sono simili a quelli rilevati le precedenti varianti di Omicron. Tuttavia, c’è un nuovo disturbo che sembra essere piuttosto comune tra gli attuali positivi al virus Sars-CoV-2. Compare di notte e disturba il sonno, già messo a dura prova dal caldo torrido di questo periodo. A portarlo all’attenzione è stato Luke O’Neill del Trinity College di Dublino, intervistato da una radio irlandese” Si tratta della sudorazione notturna molto intensa che può portare a bagnare gli indumenti e la biancheria da letto”.