Secondo l’Associazione podologi americani, mettere abitualmente gli infradito può provocare seri problemi: “Ciabattare” ovunque con questo tipo di calzatura, non solo in piscina o in spiaggia, ma anche in casa, al supermercato o gironzolando per negozi ha un prezzo per il nostro corpo e, in particolare, per i nostri piedi. Secondo gli esperti, gli infradito distorcono l’andatura, infatti, ci costringono a fare passi più corti, siamo più soggetti a inciampare e non abbiamo nessun sostegno all’arco del piede, che si appiattisce in modo innaturale, creando problemi alla pianta. Inoltre, l’assenza totale di tacco non permette di attutire l’impatto del tallone con il suolo, impedendo così, un corretto appoggio del piede che, per restare aggrappato alla calzatura assume una posizione “a tenaglia” che a lungo termine, può determinare il cosiddetto “dito a martello” (le dita assumono un aspetto curvo). All’uopo, nel corso del tempo, questa costante contrattura, potrebbe non coinvolgere solamente le dita del piede, ma anche tutta la muscolatura della gamba, determinando una maggiore affaticabilità muscolare o le dolorose tendiniti.
Camminando spesso con gli infradito, deambulando senza sostegno al piede, si possono sviluppare delle vere e proprie patologie. Nel caso del piede cavo (un piede che presenta un arco plantare mediale più alto rispetto alla norma) o del piede pronato (un piede il cui il tallone è eccessivamente inclinato verso l’interno mentre il calcagno e la parte anteriore dell’arto risultano spinti verso l’esterno), si potrebbero manifestare la fascite plantare o dolori al tallone. Da queste evidenze, si comprende come indossando troppo spesso gli infradito, indipendentemente da patologie, tutta la postura risulterebbe alterata da un’andatura squilibrata, che inciderebbe negativamente sul carico dell’ossatura del piede che, sbilanciato, a lungo andare potrebbe portare ad uno stress osseo.

