Il decreto Aiuti e il Decreto Semplificazioni hanno portato a regole più semplici per la cessione del credito. Dunque, si sblocca, almeno in parte, la cessione, anche retroattiva, dei crediti corrispondenti ai bonus edilizi. Le banche potranno cedere a tutte le Partite Iva tutti i crediti, senza dover verificare che la comunicazione della prima cessione o dello sconto in fattura sia avvenuta dopo il 1° maggio 2022.
Inoltre, qualche ulteriore correttivo dovrebbe arrivare con il decreto Aiuti-bis. Invece è molto probabile che Palazzo Chigi non affronterà il nodo del rifinanziamento dell’agevolazione, la cui spesa ha già di molto ecceduto le previsioni; il compito toccherà, se lo riterrà opportuno, al prossimo esecutivo nella Legge di Bilancio 2023. A questo proposito, va ricordato che senza un blocco esplicito dell’operatività dell’agevolazione prima della sua scadenza questa rimane in vigore perché i fondi non sono a esaurimento.
Chi deve ristrutturare casa con il superbonus non ha quasi più tempo, come evidenziano le scadenze ancora vigenti:
- La prima è il 31 dicembre 2022, valida per gli edifici unifamiliari come le ville o gli immobili residenziali funzionalmente indipendenti, dove però è necessario che entro il 30 settembre risulti effettuato almeno il 30% dei lavori.
- Poi c’è il 31 dicembre 2023, per gli edifici di Iacp ed enti assimilati, a condizione che entro il 30 giugno 2023 sia effettuato il 60% dei lavori, e per i condomini e gli edifici a proprietà unica e con un numero di abitazioni da 2 a 4: entro questa scadenza si potrà ottenere il superbonus del 110%.
- Dopo il 2023 l’agevolazione proseguirà per altri due anni al 110% soltanto per le abitazioni che si trovano in aree colpite da eventi sismici a partire dal 2009.
- Per tutti gli altri condomini invece l’agevolazione scende al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.
Non bisogna dimenticare che per ottenere il Superbonus energetico è necessario ottenere un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio interessato ai lavori, che andrà certificato con un’Attestazione di prestazione energetica effettuata prima dell’inizio dei lavori e una al termine degli stessi. Sarà inoltre necessario compiere almeno uno dei due lavori considerarti “trainanti”, e cioè l’isolamento termico dell’edificio o il cambio della centrale termica. Anche eventuali opere trainate, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’installazione del fotovoltaico o delle colonnine elettriche per auto, hanno diritto all’agevolazione così come all’interno dei singoli appartamenti, fattibili per un massimo di due immobili a contribuente.
Si ricorda anche che il superbonus consiste in una detrazione fiscale pari al 110% delle somme agevolabili che il Fisco restituisce in quattro anni. Vista l’entità degli importi, la strada più semplice è quella della cessione del credito fiscale, ottenibile tramite sconto in fattura o cessione diretta a terzi. Le operazioni in questo senso procedono però a rilento per due ragioni: le banche hanno esaurito il plafond a disposizione e non possono accettare nuove operazioni, non riuscendo a girare i crediti già acquisiti, e inoltre non hanno più fiducia nelle imprese, a causa dei recenti controlli che hanno evidenziato le falle e le truffe arrecate al sistema.
Le norme di recente introdotte nel decreto Aiuti rendono possibile alle banche che hanno ricevuto una terza cessione del credito di cedere a loro volta ai loro correntisti non consumatori: un meccanismo ora reso possibile per tutte le cessioni, a prescindere dalla data di comunicazione. Il decreto Aiuti bis, in arrivo, potrebbe allentare i vincoli della responsabilità solidale nelle cessioni, limitando ai casi di evidente colpa o dolo il possibile sequestro delle somme nei cassetti fiscali