Aveva 43 anni ed era originario di Trentola Ducenta, detenuto per piccoli reati con fine pena 2024. L’uomo si è suicidato domenica pomeriggio nel reparto «Sai» del carcere napoletano di Poggioreale. Il magistrato di turno si è recato domenica stessa al carcere. La salma è stata portata al II Policlinico per l’autopsia. A diffondere la notizia una nota congiunta del Garante dei detenuti campano Samuele Ciambriello e del Garante di Napoli Pietro Ioia.
È il 48esimo detenuto a togliersi la vita in cella dall’inizio dell’anno. La settimana scorsa presso l’Istituto di pena di Arienzo, in provincia di Caserta, si era tolto la vita Sossio Cicchiello. Una strage silenziosa quella dietro le sbarre, che ha intrapreso un’allarmante accelerazione nelle ultime settimane.
Il 43enne, hanno fatto sapere i due garanti, “era entrato nel novembre 2021 a Poggioreale nel reparto per gli ammalati: era anoressico, pesava 43 kg. Durante la sua permanenza più di una volta era stato portato per visite specialistiche al Caldarelli. Rifiutava spesso la nutrizione parenterale. Questo drammatico evento ci ricorda che il carcere è lo specchio della società. Ogni suicidio in carcere è una nostra sconfitta, una sconfitta della società e delle istituzioni a vari livelli. Occorre prevenire, intervenire prima, rilevare eventuali segnali di disagio e sofferenza emotiva in correlazione con un rischio suicidario. Intanto il carcere uccide. Continua il malinteso populista della certezza della pena e della certezza della galera. Domenica pomeriggio, mentre veniva soccorso, dal carcere hanno chiamato il 118: l’autoambulanza è arrivata dopo 40 minuti”.