Il Consiglio dei Ministri di ieri, lunedì 21 novembre, ha dato il via libera al testo del Disegno di Legge di Bilancio: bisogna procedere a ritmi serrati per avviare ufficialmente i lavori che porteranno all’approvazione della Manovra entro fine anno.
Torna a salire il tetto al contante, come inizialmente previsto dal dl aiuti quater, con un ritocco al rialzo poi rimasto fuori dal provvedimento. “Dal 1° gennaio 2023 la soglia per l’uso del contante salirà da 1.000 a 5.000 euro“, si legge nella nota diffusa dal Mef al termine del Consiglio dei ministri.
La manovra approvata prevede inoltre un intervento di “tregua fiscale” per cittadini e imprese che in questi ultimi anni si sono trovati in difficoltà economica anche a causa delle conseguenze del Covid e dell’impennata dei costi energetici. Intervento che prevede la cancellazione delle cartelle fino al 2015 che hanno un importo inferiore a 1.000 euro, un versamento del 50 per cento dell’imposta dovuta per le cartelle comprese tra 1.000 e 3.000 euro. È possibile che si stabilisca un 5 per cento con una dilazione per 5 anni e una cancellazione di aggi e interessi. La rateizzazione dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022 senza aggravio di sanzioni e interessi per chi a causa dell’emergenza Covid, caro bollette e difficoltà economiche non ha versato le tasse. Prevista una mini sanzione del 5% sui debiti del biennio 2019-2020. La rateizzazione è fino a 5 anni.
Nel comunicato stampa diffuso dal Governo dopo il Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2022 le prime conferme sulle misure inserite nel testo del DDL Bilancio. Una sintesi delle principali novità: