In via di risoluzione il bug che ha bloccato le mail di Libero e Virgilio nella notte di lunedì 23 gennaio. A comunicarlo con una nota Italiaonline, la società che gestisce i due provider. “È stato infatti avviato il processo di rimessa online della Libero Mail e della Virgilio Mail – si legge – che coinvolge solo una prima parte della customer base. Nelle prossime ore, progressivamente, tutte le caselle torneranno pienamente attive“.
Dunque, nelle prossime ore, progressivamente, tutte le caselle torneranno pienamente attive, comunica infatti l’azienda. Se tutto va bene, insomma, saranno alla fine 4-5 giorni di down per quello che è il più usato fornitore di posta elettronica in Italia (dopo Gmail). Un record, come molti hanno commentato sui social.
Intanto Altroconsumo, come si legge in un comunicato diffuso sul proprio sito, “ha inviato una diffida a Italiaonline (e per conoscenza anche all’AgCom) per chiedere, oltre alla riattivazione immediata del servizio e alla garanzia che siano state attivate le misure necessarie per tutelate i dati personali degli utenti coinvolti, che venga anche prevista per i clienti Libero Mail e Virgilio Mail una forma di ristoro a titolo di risarcimento, per il mancato utilizzo del servizio di email di questi giorni”.
Sebbene, in molti casi, si tratti di un servizio gratuito, spiega ancora l’associazione, “resta comunque il diritto dei consumatori ad avere servizi adeguati, anche perché l’attività è di certo remunerativa per Italiaonline i cui guadagni sono collegati ai messaggi pubblicitari che veicola anche nel servizio di email”, si legge ancora. Il consiglio di Altroconsumo è quello di inviare “subito il reclamo a Italiaonline”, compilando un modulo apposito.
Il Codacons, allo stesso modo, si è dichiarato pronto ad avviare “una class action” per il black out dei servizi di posta elettronica Libero e Virgilio. Lo stop ai servizi, si legge in una nota, “rischia di avere ripercussioni pesantissime sugli utenti, generando oltre al danno morale anche ingenti danni materiali. Per tale motivo abbiamo deciso di inviare una formale diffida alla società Italia Online che gestisce i due servizi, chiedendo non solo di riattivare immediatamente la posta elettronica e risolvere i problemi tecnici, ma anche di disporre indennizzi diretti in favore di tutti gli utenti coinvolti nel disservizio”.