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Home Cronaca Caserta

Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: tornano in servizio 8 agenti che erano stati sospesi

Tutti gli agenti reintegrati sono persone che non hanno preso parte in alcun modo alle violenze ma, rispondono perlopiù di reati di falso in atto pubblico

redazione di redazione
26 Gennaio 2023
in Caserta, Cronaca

Riammessi in servizio otto agenti della Polizia Penitenziaria sospesi da diciotto mesi perché imputati nel processo sulle violenze ai danni di detenuti commesse nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 6 aprile del 2020.

Si tratterebbe di poliziotti di Santa Maria Capua Vetere e Secondigliano, ai quali è stato chiesto di scegliere una nuova sede tra Carinola, Avellino e Salerno per evitare di alimentare nuovamente le tensioni all’interno del carcere in provincia di Caserta.

Il 16 dicembre 2021 nell’aula bunker del tribunale di S.M.C. sono iniziate le fasi preliminari del processo che vede alla sbarra ben 108 imputati con accuse gravissime: tortura, uso di autorità, al depistaggio, alla cooperazione di omicidio colposo, a lesioni, falso. Tra questi, 52 imputati erano anche stati raggiunti da misure cautelari, tra i quali anche il provveditore dell’amministrazione penitenziaria campana. A novembre di quest’anno, invece, è iniziato il processo dinanzi alla corte d’Assise del tribunale sammaritano. Un processo ancora da scrivere, a essere già stata scritta invece è stata una delle pagine più tristi e gravi della storia di questo Paese.

A dare notizia della riammissione in servizio dei poliziotti è il sindacalista della Penitenziaria Ciro Auricchio, segretario regionale campano dell’Uspp, che già nei mesi scorsi aveva chiesto il reintegro almeno per quei poliziotti che rispondevano dei reati più lievi, e che non avevano preso parte attiva ai pestaggi. “Ringraziamo l’Amministrazione centrale e il nuovo capo Dap – dice Auricchio – per la particolare sensibilità mostrata verso il personale coinvolto nel processo, avendo rivalutato e differenziato le singole posizioni degli agenti“. Degli otto agenti riammessi, al momento dei fatti quattro prestavano servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e quattro presso il Nucleo di Secondigliano, carcere napoletano da cui partì il 6 aprile 2020 la “squadra” di agenti più nutrita.

Inoltre, gli agenti reintegrati, che rispondono perlopiù di reati di falso in atto pubblico ma non di quelli più gravi come la tortura, sono stati spostati in altre carceri. Quasi tutti gli agenti penitenziari coinvolti nelle indagini e nel processo sono stati sospesi dal servizio con decorrenza dal 28 giugno 2021, ovvero dalla data in cui i carabinieri eseguirono le 52 misure cautelari emesse dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura; tutti sospesi e con lo stipendio che nei mesi si è ridotto, anche quelli non raggiunti dalle misure e con reati lievi, ad eccezione di due funzionarie della Penitenziaria, Nunzia Di Donato e Tiziana Perillo, che sono sempre rimaste in servizio.

Tags: carcere di santa maria capua vetereprimopianoSanta Maria Capua Vetereviolenza in carcere
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