Violenza sulle donne, arriva il via libera dell’Eurocamera alle prime norme comuni per contrastarla
La direttiva: una migliore assistenza sanitaria alle vittime e misure per prevenire gli stupri. Le nuove norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue
Un importante passo avanti nella lotta contro la violenza sulle donne: l’Eurocamera ha dato il via libera alle prime norme in materia, con un testo approvato dal Parlamento europeo con un ampio consenso di 522 voti a favore, 27 contrari e 72 astensioni. Le nuove normative mirano a intensificare il contrasto alla violenza informatica, a prevenire gli stupri e a migliorare l’assistenza alle vittime.
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La nuova legislazione prevede un ampliamento delle circostanze aggravanti per i reati, con particolare attenzione ai crimini contro personaggi pubblici, giornalisti o difensori dei diritti umani. Le nuove aggravanti riguardano anche l’intenzione di punire le vittime per il loro genere, l’orientamento sessuale, il colore della pelle, la religione, l’origine sociale o le convinzioni politiche, e il desiderio di mantenere o ristabilire “l’onore”. La sicurezza e il benessere delle vittime devono avere la priorità, anche attraverso l’accesso ad alloggi protetti.
Sarà obbligatorio rendere accessibile l’assistenza sanitaria, compresi i servizi per la salute sessuale e riproduttiva. Le autorità nazionali avranno maggiori obblighi di segnalazione e di raccolta delle prove e dovranno sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che il sesso non consensuale è considerato un reato.
“Si tratta di un atto legislativo di ampia portata che preverrà la violenza contro le donne, proteggerà le vittime e perseguirà i responsabili, garantendo in tal modo un approccio olistico per affrontare questi crimini efferati. Non ci può essere uguaglianza senza l’eliminazione della violenza contro le donne; dobbiamo garantire che non ci possa essere impunità per coloro che commettono tali crimini“. A dirlo è la co-relatrice della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, Frances Fitzgerald (Ppe, Irlanda),
Le nuove norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno tre anni di tempo per recepire le disposizioni. Su richiesta del Parlamento, la Commissione presenterà una relazione ogni cinque anni per valutare la necessità di aggiornare le norme esistenti.
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