Il luogo dove i bambini, soprattutto se piccolissimi, dovrebbero ricevere la massima protezione, è diventato teatro di maltrattamenti. Urla, insulti, minacce erano all’ordine del giorno in una scuola dell’infanzia di Parete, in provincia di Caserta. Una pagina di cronaca che nessuno vorrebbe mai leggere, ma che contiene al suo interno anche l’operato di chi non ha voltato lo sguardo dall’altra parte.
Tre anni e 8 mesi di reclusione. È questa la richiesta di condanna formulata dalla Procura per 50enne di Casal di Principe, maestra della scuola paritaria “Il giardino dell’infanzia” di Parete: accusata di aver maltrattato alcuni piccoli alunni. Il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato davanti al gup Forte del tribunale di Napoli Nord.
I presunti casi di maltrattamento erano venuti alla luce nel mese di settembre del 2023, grazie alla denuncia di una madre, il cui figlio di tre anni aveva confessato di essere vittima di percosse da parte dell’insegnante e, a causa di ciò, non voleva più frequentare la scuola. La mamma dopo aver notato dei segni rossi sul corpo del figlio e, preoccupata, decide di nascondere un registratore nel vestitino del bambino, consegnando successivamente i file audio ai Carabinieri insieme alla denuncia. Altre mamme dei compagni di classe hanno poi confermato di aver sentito dai loro figli che il bambino in questione e altri venivano costantemente picchiati dalla maestra, giudicati “cattivi”.
Dalla denuncia e dall’ascolto delle registrazioni era partita l’inchiesta. Gli investigatori dell’Arma della stazione di Parete hanno poi effettuato ulteriori accertamenti acquisendo immagini dal sistema di videosorveglianza installato nella scuola. L’analisi di queste immagini ha confermato in modo inequivocabile l’atteggiamento aggressivo e minaccioso della maestra verso i bambini, subendo episodi di violenza fisica come schiaffi in viso e sul corpo, spinte, strattonate e tirate di capelli.
Durante l’udienza, il giudice per l’udienza preliminare ha proposto un risarcimento alle famiglie dei bambini coinvolti, con somme variabili tra 1250 e 2500 euro a seconda della gravità delle azioni, per un totale di 15mila euro. Quasi tutte le famiglie, costituite parti civili, hanno accettato l’indennizzo come acconto per il maggior danno subito. La prossima udienza, fissata per metà maggio, vedrà le arringhe dei difensori dell’imputata, gli avvocati Carlo De Stavola e Bernardo Diana, e la sentenza.