L’imponente operazione antidroga ha preso il via nelle prime ore dell’alba a Caivano, nell’hinterland napoletano. Cinquanta le persone, tra capi e affiliati del clan Angelino-Gallo, che sono state arrestate: smantellando così un’organizzazione che dominava il traffico di droga nella zona. L’azione, eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).
L’organizzazione criminale era responsabile della gestione di un fiorente traffico di droga, con oltre 25 piazze di spaccio sparse in tutto il territorio di Caivano e nel Parco Verde. La droga arrivava dalla Calabria grazie ai rapporti consolidati con le ‘ndrine della Piana di Gioia Tauro e del Nord Italia, confermando i legami tra la camorra locale e la ‘ndrangheta.
Dalle intercettazioni eseguite dagli investigatori si e rivelato il clima di terrore che gli affiliati al clan Angelino-Gallo imponevano ai residenti. In una delle conversazioni registrate, Massimo Gallo, braccio destro del boss Antonio Angelino, dichiarava: “Devono avere paura dei killer, non degli sbirri“. Questa frase è stata pronunciata dopo una spedizione punitiva contro un residente del Parco Verde sospettato di aver informato le forze dell’ordine su un laboratorio di droga, poi sequestrato insieme ad armi. La punizione è stata la distruzione della sua auto, confermando il controllo brutale esercitato dal clan.
Secondo il maggiore Andrea Coratza, comandante del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, l’indagine ha svelato l’intero canale di approvvigionamento della droga. Le piazze di spaccio non solo servivano la zona di Caivano, ma anche altre province come Caserta e Salerno. Il clan controllava ogni aspetto del traffico, stabilendo i quantitativi di droga da distribuire, i prezzi di acquisto e quelli al dettaglio. I pusher, autorizzati dal clan, venivano considerati affiliati, obbligati a rispettare le direttive. Il giro d’affari del clan Angelino-Gallo è stato quantificato in circa 500mila euro al mese. Ogni piazza di spaccio, gestita da capi designati dal clan, era obbligata a rifornirsi esclusivamente attraverso il sodalizio criminale, che fissava i prezzi di ogni tipo di sostanza stupefacente. L’operazione si inserisce in un quadro investigativo più ampio che ha portato, solo nell’ultimo anno, a numerosi arresti nella zona di Caivano.
Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha evidenziato come l’operazione sia il risultato di un lungo lavoro investigativo iniziato oltre un anno fa. “Il primo intervento risale a giugno 2023, con 21 arresti per estorsione“, ha spiegato Gratteri, facendo riferimento anche all’inchiesta di ottobre 2023, che ha portato allo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche. “Oggi possiamo dire che il clan Angelino-Gallo è stato decapitato“, ha dichiarato Gratteri, sottolineando che non emergono nuovi soggetti in grado di prendere il controllo della zona. Ha infine lanciato un appello alla cittadinanza: “Ora spetta ai cittadini di Caivano scegliere da che parte stare: continuare a convivere con la camorra o fidarsi di noi e voltare pagina“.
I nomi degli arrestati
Ordinanza di custodia cautelare in carcere per: per Umberto Argiento, 49enne di Napoli; Pasquale Avallone, 47enne nato a Caserta; Massimo Bervicato, 52enne di Napoli detto ‘chiappariello’; Ettore Broegg, 51enne di Napoli; Antonio Casalino, 66 anni di Napoli; i gemelli Antonio e Carmine Cesarano, 35enni di Napoli; Davide Chiavazzo, 29enne di Maddaloni; Cosimo Cipolletti, 40 anni; Antonio Contino, 54 anni di Napoli; Armando Crisafo, 45 anni di Napoli; Biagio D’Angelo, 31 anni di Caserta; Francesco D’Angelo, 43 anni di Caserta; Antonio D’Onofrio, 53 anni di Napoli; Luigi De Rosa, 41 anni di Nocera Inferiore; Michele Di Caprio, 41 anni di Maddaloni; Filomena Di Costanzo, 60 anni di Napoli; Antimo Di Micco, 33 anni di Aversa; Antonio Di Micco, 53 anni di Caivano; Giuseppe Dogali, 37enne di Maddaloni; Antonio Donadio, 38 anni di Caserta; Giuseppe Esposito, 52 anni di Napoli; Michele Esposito, 40 anni di Caserta; Stefano Esposito, 33 anni di Caserta; Nicola Erubino, 59 anni di Caivano; Antonella Falco, 49 anni; Emanuele Frontone, 43 anni di Napoli; Francesco Gallinaro, 54 anni di Caivano; Giacomo Giordano, 41 anni di Napoli; Antonio Guerra, 37enne di Caserta; Lorenzo Lauritano, 46 anni di Marcianise; Francesco Leone, 39enne di Napoli; Daniela Massa, 37enne di Napoli; Pasquale Mostacciuolo, 42 anni di Napoli; Gianni Natale, 30 anni di Maddaloni; Umberto Palmieri, 49enne di Napoli; Giuseppe Palmieri, 38enne di Caserta; Antonio Patricelli, 33 anni di Maddaloni; Massimo Ponticelli, 31 anni di Maddaloni; Maria Antonietta Ravanni, 37 anni di Maddaloni; Vincenzo Scaraglia, 43 anni di Napoli; Rosalba Sciarra, 40 anni di Caserta; Francesco Sentore, 32 anni di Caserta; Daniele Domenico Tanzillo, 41 anni di Caserta; Antonio Tedesco, 37 anni di Maddaloni; Francesco Varacalli, 38 anni di Locri; Patrizia Vuolato, 58 anni di Caivano; Raffaele Zambella, 44 anni di Napoli. Arresti domiciliari per Domenico Falco. Nel complesso sono 68 gli indagati.