I giudici della quinta Sezione della Corte d’Appello di Napoli, al termine del processo bis legato alle attività criminali del clan dei Casalesi, un tempo guidato dall’ex boss Antonio Iovine, ora collaboratore di giustizia, hanno emesso tre condanne, tre assoluzioni e la conferma delle confische.

La vicenda giudiziaria, ripresa dopo che la Cassazione aveva annullato una precedente sentenza nel maggio 2021, ha visto una parziale riduzione delle pene ad alcuni degli imputati, tra cui Enrichetta Avallone, moglie di Antonio Iovine. Per lei è stata stabilita una condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione, con uno sconto di pena in relazione al reato di tentata violenza privata ai danni della vedova di Carmine Iovine, a cui era stato ordinato di non tornare a San Cipriano d’Aversa. Anche Anna Iovine, sorella del boss, ha visto una riduzione della pena: la sua condanna è stata ridimensionata a un anno di reclusione. Tra gli imputati figura anche Renato Grasso, ritenuto parte del clan e accusato di aver imposto il monopolio delle apparecchiature videopoker. Per lui la Corte ha stabilito una pena di 6 anni e 6 mesi, escludendo l’aggravante della recidiva. Tra le accuse più rilevanti c’è quella di riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, come la costruzione di una palazzina di cinque piani su un terreno riconducibile a al boss Antonio Iovine.

