A Fuorigrotta, Napoli, anche i venditori ambulanti di fuochi d’artificio erano costretti a pagare il pizzo al clan. Un sistema di estorsioni ben radicato, che prevedeva somme variabili in base alle vendite e intimidazioni compiute con transiti minacciosi a bordo di scooter, ostentando armi. Dall’alba di oggi, i carabinieri della compagnia di Bagnoli stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), nei confronti di sei persone legate al clan Troncone di Fuorigrotta. Gli indagati sono accusati di concorso in estorsioni aggravate dal metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura, gli ambulanti erano costretti a versare denaro per poter continuare a lavorare. In alcuni casi, le richieste erano precedute da passaggi minacciosi in motocicletta davanti alle bancarelle, con gli estorsori che mostravano chiaramente di essere armati. Anche Ernesto Colella, noto tiktoker con oltre 200mila follower e venditore ambulante, è tra le vittime del gruppo di estorsori. Già nel gennaio 2024, le forze dell’ordine avevano scoperto gli interessi del clan Troncone nel racket sui gadget del Napoli, con quattro arresti, tra cui il presunto capoclan e suo figlio.

