Sedici persone arrestate all’alba in un’operazione congiunta condotta da carabinieri e polizia tra il rione Sanità e il quartiere Mercato. È questo il bilancio di una massiccia attività investigativa che ha fatto luce su due episodi di violenza giovanile sfociati in omicidi, avvenuti a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro.
Tra i fermati figurano anche i presunti esecutori dell’omicidio di Emanuele Durante, ventenne ucciso nel pomeriggio del 15 marzo scorso nei pressi del Museo Nazionale, precisamente in via Santa Teresa degli Scalzi. È una sequenza agghiacciante quella mostrata dal video diffuso dai carabinieri: attimi concitati, un colpo di pistola, poi il caos. Le immagini, riprese da alcune videocamere di sorveglianza installate nella zona del centro storico di Napoli, documentano con freddezza l’omicidio. Il giovane Emanuele era alla guida di una Smart nera, quando due uomini in scooter lo hanno affiancato in via Santa Teresa degli Scalzi. Uno dei due ha sparato un colpo di pistola che ha colpito il giovane conducente. Ferito, ha perso il controllo dell’auto, finendo sulla corsia opposta dopo aver tamponato un altro veicolo. Il nome di Emanuele Durante è tristemente legato a una ferita ancora aperta nella memoria della città: era parente di Annalisa Durante, la ragazza di 14 anni rimasta vittima innocente nel 2004, usata come scudo umano in uno scontro a fuoco tra clan.

