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Home Cronaca

Santo Romano, ucciso per una scarpa sporcata: minacce via social ai familiari «I vostri nomi sono sulle mie pallottole»

Le nuove intimidazioni sui social sarebbero seguite a un precedente sequestro di due telefoni cellulari, rinvenuti nelle celle dove l’assassino di Santo è stato detenuto

redazione di redazione
12 Giugno 2025
in Cronaca, Napoli
Santo Romano, la vittima

Santo Romano, la vittima

Una frase agghiacciante, apparsa sui social, ha riacceso l’incubo per la famiglia di Santo Romano, il ragazzo tragicamente ucciso nel Vesuviano durante un banale alterco per una scarpa calpestata. «I vostri nomi sono sulle pallottole della mia pistola»: è questo il messaggio intimidatorio comparso su TikTok, attribuito a profili riconducibili all’autore del delitto – un minorenne oggi detenuto – o a persone a lui vicine.

L’episodio ha spinto la famiglia di Santo, assistita dall’avvocato Marco De Scisciolo, a sporgere una nuova denuncia. L’avvocato ha spiegato che il giovane condannato, attualmente ristretto in carcere, è già finito sotto indagine per essere stato trovato due volte in possesso di telefoni cellulari, una volta nel penitenziario minorile di Airola e un’altra nel carcere romano di Casal del Marmo. In uno dei controlli sarebbe emerso anche un oggetto pericoloso, descritto come un coltello artigianale. «Abbiamo denunciato quanto scoperto – afferma De Scisciolo – e da quei dispositivi sono poi apparsi sui social messaggi minacciosi rivolti direttamente alla famiglia Romano. Alcuni contenuti sono di una gravità estrema: siamo di fronte a nuovi atti intimidatori che non possono essere ignorati».

Per il possesso dei telefoni in carcere, il minore – già condannato in primo grado a 18 anni e 8 mesi – è stato interrogato nelle giornate di martedì e mercoledì. In entrambe le audizioni avrebbe ammesso di aver utilizzato i dispositivi per telefonare e pubblicare contenuti, tra cui una foto con un compagno di cella. Quanto al presunto coltello, il ragazzo ha cercato di sminuire, sostenendo si trattasse solo di una lametta da barba. Tuttavia, non gli sono stati attribuiti – almeno per ora – i contenuti offensivi apparsi su altri profili, dove si fanno riferimenti sarcastici alla condanna ricevuta, con espressioni di scherno come: «Diciott’anni me li faccio seduto sul c…».

Al momento, resta da chiarire chi sia effettivamente responsabile della gestione di quei profili social. Intanto, la madre del ragazzo condannato ha presentato una denuncia per diffamazione e per uso improprio dell’identità del figlio, come riportato da Fanpage.

Tags: minacceprimopianoSanto Romano
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