AVIS celebra la Giornata mondiale del donatore: record nella raccolta del plasma in Italia
Le donazioni hanno superato quota 3 milioni. Il risultato più eclatante riguarda la raccolta di plasma, che ha superato le 900 tonnellate – con un +3% rispetto al 2023 – segnando un passo decisivo verso l’autosufficienza nazionale
Oggi, 14 giugno 2025, si celebra in tutto il mondo la Giornata del donatore di sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quest’anno l’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) ha diffuso dati molto positivi riguardo il 2024, evidenziando un aumento complessivo delle donazioni e un traguardo storico nella raccolta del plasma.
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Le donazioni hanno superato quota 3 milioni, registrando un incremento dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Il risultato più eclatante riguarda la raccolta di plasma, che ha superato le 900 tonnellate – con un +3% rispetto al 2023 – segnando un passo decisivo verso l’autosufficienza nazionale. A sottolinearlo è Oscar Bianchi, presidente nazionale AVIS, intervenuto ai microfoni di Sky TG24: “Un risultato cruciale, ma dobbiamo ancora lavorare molto per garantire piena autosufficienza”.
Donazioni in crescita in Italia: un sistema che funziona
I numeri dell’AVIS parlano chiaro: 1,67 milioni di donatori hanno permesso di confermare l’autosufficienza italiana in termini di globuli rossi, contribuendo a fornire 2,3 milioni di trasfusioni a circa 640mila pazienti. Un impegno quotidiano, che in media si traduce in 1.755 trasfusioni al giorno, oltre quattro ogni minuto. Ma è il plasma il vero protagonista di questa stagione solidale. Si tratta della componente liquida del sangue, fondamentale per produrre farmaci essenziali nel trattamento di patologie complesse come l’emofilia, le immunodeficienze, i trapianti, le ustioni e le malattie epatiche. Nonostante l’incremento della raccolta, l’Italia dipende ancora in parte dal mercato estero per soddisfare il fabbisogno nazionale. “Nel 2024 – aggiunge Bianchi – abbiamo superato i livelli del 2019, cioè prima della pandemia. È il frutto di una sinergia tra istituzioni e associazioni, ma anche dell’impegno quotidiano sui territori con eventi e campagne informative”.
Un altro segnale positivo arriva dall’aumento del coinvolgimento di giovani e donne nel dono del sangue. I nuovi donatori tra i 18 e i 25 anni sono stati oltre 75mila (+5%), mentre le nuove donatrici hanno raggiunto quota 127mila (+1,1%). Tuttavia, il ricambio generazionale resta una delle sfide più urgenti: il numero di giovani donatori è sceso del 10,5% rispetto al 2011, mentre tra i 25 e i 35 anni la flessione è stata del 16,5%. A tal propositoAVIS ha intensificato le sue attività di comunicazione sui social. Il profilo Instagram ha registrato una crescita vertiginosa, con una copertura aumentata del 397,8% e oltre 1,2 milioni di utenti raggiunti. TikTok, invece, ha coinvolto quasi 1,7 milioni di persone, per un totale di oltre 2,3 milioni di visualizzazioni. “È fondamentale parlare ai giovani con il loro linguaggio e nei loro spazi – ha commentato Bianchi –. Il sito AVIS e i social network sono strumenti preziosi per diffondere la cultura del dono e informare in modo diretto. Nel 2024, il sito è stato visitato da oltre 1,6 milioni di utenti unici, per un totale di quasi 16 milioni di visualizzazioni”.
Donare fa bene: agli altri e a sé stessi
La donazione del sangue non è solo un atto altruistico, ma anche un’occasione per prendersi cura della propria salute. “Ogni donatore viene sottoposto a controlli periodici – ha ricordato Bianchi –. Questo garantisce la qualità degli emocomponenti ma consente anche di monitorare costantemente il proprio stato di salute. Con circa 1.800 trasfusioni al giorno, il sangue donato è vitale per pazienti cronici e per affrontare emergenze cliniche. Donare – aggiunge – significa contribuire al buon funzionamento del nostro sistema sanitario e fare qualcosa di concreto per chi ha bisogno”.
Guardando al futuro: innovazione e centenario
AVIS guarda avanti puntando sull’innovazione tecnologica. “Il sistema trasfusionale – ha detto Bianchi – deve sapersi evolvere. La telemedicina, le televisite, la possibilità di prenotare online o di compilare i questionari da remoto sono solo alcuni degli strumenti che stiamo adottando per rendere l’esperienza del donatore più semplice ed efficiente”. Con lo sguardo già rivolto al centenario dell’associazione, che ricorrerà nel 2027, il presidente AVIS conclude con un invito a non fermarsi: “Vogliamo continuare a essere una grande famiglia unita dalla solidarietà. Donare è un gesto semplice, ma straordinario. È un atto che ci rende parte attiva di una società più giusta, attenta e consapevole. Per questo dobbiamo promuoverlo ogni giorno, non solo il 14 giugno”.
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