Lotta serrata alla pirateria digitale. A Napoli sono state emesse le prime condanne nell’ambito dell’inchiesta che ha svelato l’esistenza di una rete Iptv illegale ben strutturata, capace di trasmettere contenuti protetti da copyright. Il giudice per le indagini preliminari, Leda Rossetti, ha condannato C.F. a 4 anni e 4 mesi di reclusione, con un’ammenda di 22.000 euro. Pena più lieve per A. P., 1 anno e 4 mesi, con sospensione condizionale.
L’operazione è frutto del lavoro congiunto tra la Guardia di Finanza di Napoli e il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche di Roma, sotto la direzione del sostituto procuratore Silvio Pavia e del procuratore aggiunto Alessandro Milita della sezione dedicata alla criminalità economica. Le indagini, avviate nel dicembre 2024, hanno portato alla scoperta di una centrale Iptv, attiva su scala nazionale, nel quartiere Marianella, periferia nord di Napoli. Il sistema, attivo da almeno quattro anni, consentiva l’accesso illecito a contenuti di Sky, Dazn, Amazon Prime Video e altre piattaforme, al costo di 10 euro al mese o 80 euro all’anno. Secondo le stime, l’organizzazione avrebbe incassato oltre 850mila euro grazie agli abbonamenti pirata.

