Un boato profondo, poi la terra che trema. È successo ancora. Poco prima dell’una, una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 ha interessato diversi comuni dell’area flegrea, da Bacoli a Pozzuoli, fino a quartieri napoletani come Fuorigrotta, Pianura e Soccavo. Nessun danno segnalato al momento, ma la paura è stata diffusa, con centinaia di persone uscite in strada. La magnitudo di 4.6 è la più alta registrata negli ultimi 40 anni uguagliando quella verificatasi la notte del 13 marzo scorso. Il sisma è stato registrato a una profondità di 5 km.
A causa del terremoto si è avuto il cedimento di un costone a Bacoli, presso l’isolotto di Pennata. Fortunatamente, non ci sono persone coinvolte anche perché, essendo lunedì, l’affluenza è molto minore rispetto al week end. “La scossa di terremoto che abbiamo avvertito è stata forte, ma al momento non si segnalano danni. L’epicentro è stato a Bacoli, ma siamo nuovamente di fronte a una situazione da monitorare ora dopo ora“.Dai social del Comune il sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni si rivolge così alla cittadinanza. “I nostri volontari – precisa – sono già in giro per la città per controllare la situazione da vicino. Stiamo inoltre allestendo le aree di attesa previste dal nostro piano di emergenza, che saranno presidiate. Per qualsiasi esigenza o segnalazione, potete contattare la Protezione Civile al numero 081/18894400 o la Polizia Municipale al numero 081/8551891. Siamo qui, abbiamo convocato il centro comunale operativo a Monterusciello e vi informeremo su ogni sviluppo“.
Subito dopo la scossa, si sono intensificati gli scambi via messaggio nei canali social: messaggi brevi, ansiosi, condivisi in tempo reale. Secondo i residenti, tutto è iniziato con un rumore cupo, un suono che precede la scossa vera e propria. “È stato come un colpo che arrivava dal basso“, racconta Angela, residente a Bacoli. “Ho afferrato le chiavi e sono corsa fuori. È stato istintivo“. Molti riferiscono di aver sentito il pavimento oscillare, i vetri vibrare, oggetti muoversi improvvisamente. In alcuni casi, il terremoto è stato percepito come un tonfo seguito da un movimento secco e breve. A Fuorigrotta, uno studente universitario spiega: “Quel rumore, lo riconosci. È sempre lo stesso, ma stavolta era più intenso. Ogni volta speri che non succeda, ma sai già cosa sta per arrivare“. Anche a Pianura la reazione è stata immediata. “Il monitor ha iniziato a tremare, la libreria ha fatto un suono secco. Ho guardato fuori e c’era gente in strada, uscivano con calma, come se sapessero già“, racconta Roberto.
C’è un elemento che ritorna in quasi tutte le testimonianze: il suono. C’è chi lo definisce un boato, chi un rombo sordo, chi semplicemente un colpo. Ma per molti è ormai un segnale riconoscibile, un campanello d’allarme che precede lo scuotimento.
La circolazione dei treni relativa al nodo di Napoli è stata sospesa in via precauzionale. È stato applicato, infatti, il protocollo che prevede lo stop alla circolazione ferroviaria in caso di sciami sismici che superano la magnitudo 4.0. I treni – si apprende da Ferrovie dello Stato – vengono attestati nelle località limitrofe. Sono regolari, invece, le partenze dei convogli da Roma e diretti al Sud. Verifiche sono in corso sulla rete per consentire il ripristino della circolazione. Ferma anche la linea 2 della metropolitana di Napoli che serve la tratta tra Bagnoli e Pozzuoli. E stop anche ai treni delle ferrovie locali Cumana e Circumflegrea.