Scommesse clandestine, videopoker illegali e slot non collegate alla rete statale: è questo il sistema messo in piedi dal clan dei Casalesi per gestire un lucroso giro d’affari nell’agro aversano. L’operazione, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato all’esecuzione di nove misure cautelari. In manette sono finiti in sei, due persone sono ai domiciliari e per un altro indagato è stato disposto il divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta.
Il sistema illecito
Secondo gli investigatori, il sodalizio criminale aveva organizzato una rete capillare per la raccolta abusiva delle scommesse, attraverso: l’installazione in bar ed esercizi commerciali di slot e videopoker non collegati alla rete dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; la gestione di scommesse online clandestine su piattaforme non autorizzate, anche utilizzando conti di gioco intestati a terzi; l’uso di agenzie regolarmente autorizzate come copertura per il sistema parallelo, riconoscendo ai titolari una percentuale sulle giocate illegali.
Il ruolo del boss Raffaele Letizia
A capo dell’organizzazione c’era Raffaele Letizia, elemento di vertice della fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi, già condannato in via definitiva per camorra. Dopo un periodo di libertà vigilata in un comune del Lazio, è tornato nel 2021 a Casal di Principe, riprendendo i contatti con il clan e riattivando una cellula criminale. Letizia era incaricato della gestione economica del clan: raccoglieva estorsioni, versava le somme nella “cassa comune” e distribuiva gli stipendi agli affiliati. Manteneva inoltre i rapporti con imprenditori, politici e soggetti collusi. Le indagini, corroborate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da precedenti provvedimenti giudiziari, hanno ricostruito nei dettagli la rete e i meccanismi del sistema illecito, che sfruttava anche prestanome per eludere i controlli.
Le misure cautelari
Sei indagati sono finiti in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 1 con divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta. Il blitz della Guardia di Finanza segna un colpo importante contro la criminalità organizzata e l’economia sommersa del gioco illegale nella zona a nord di Napoli.