Anticipata dal sindaco di Sant’Arpino Giuseppe Dell’Aversana con un post sulla sua pagina Facebook, è giunta puntuale la lettera firmata da 17 primi cittadini dell’Agro aversano in cui chiedono al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al presidente dell’Anci Campania Carlo Marino e, per conoscenza, al presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, la possibilità di valutare l’apertura per barbieri, parrucchieri ed estetiste prima dell’1 giugno, come previsto dal Dpcm del 26 aprile 2020, con il quale è stata avviata la fase 2 dell’emergenza Covid-19.
Nella missiva i sindaci fanno presente al premier “il grave stato di disagio che vivono alcune categorie produttive con attività sospese”. In particolare “barbieri, parrucchieri ed estetiste vivono un forte stato di disagio a causa della chiusura e pertanto La invitiamo a valutare la possibilità di consentire l’apertura delle loro attività prima dell’1 giugno 2020 nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie con dispositivi di sicurezza individuali e con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero online”.
La lettera è stata firmata dai sindaci di Aversa (Alfonso Golia), Carinaro (Nicola Affinito), Casaluce (Nazzaro Pagano), Casal di Principe (Renato Natale), Casapesenna (Marcello De Rosa), Cesa (Enzo Guida), Frignano (Gabriele Piatto), Gricignano d’Aversa (Vincenzo Santagata), Lusciano (Nicola Esposito), Parete (Gino Pellegrino), Sant’Arpino (Giuseppe Dell’Aversana), San Cipriano d’Aversa (Vincenzo Caterino), San Marcellino (Anacleto Colombiano), Succivo (Gianni Colella), Teverola (Tommaso Barbato), Villa di Briano (Luigi Della Corte) e Villa Literno (Valerio Di Fraia, facente funzione).
Nel suo intervento su Facebook il sindaco di Sant’Arpino Giuseppe Dell’Aversana non ha lesinato critiche al premier Giuseppe Conte. “Ieri sera – inizia il post – il nostro presidente del consiglio Giuseppe Conte ha lasciato un poco tutti perplessi compreso il sottoscritto. Capisco bene la difficoltà della Nazione, però la situazione non è uguale in tutta Italia. Le risposte alla pandemia sono diversificate regione per regione, il numero dei contagi e dei morti è diverso, in Italia si presentano situazioni a macchia di leopardo come diverse sono le condizioni sociali e culturali”.