La Polizia di Stato ha eseguito un sequestro patrimoniale da circa un milione di euro nei confronti di Massimo Di Caterino, ritenuto reggente del clan dei Casalesi e considerato per anni uno dei più fidati uomini del boss Michele Zagaria. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su proposta del questore di Caserta, Andrea Grassi, ed eseguito dalla Divisione Anticrimine della Questura di Caserta, con il supporto del Servizio Centrale Anticrimine.
Di Caterino era già stato arrestato nel 2012 dalla Squadra Mobile, dopo essere stato trovato in un bunker ricavato nel box doccia di un’abitazione a Francolise. In quell’occasione la polizia aveva rinvenuto “pizzini”, un dispositivo per il rilevamento di microspie, una botola segreta e una pistola calibro 7,65. La successiva condanna definitiva ha accertato il suo ruolo apicale all’interno dell’organizzazione mafiosa riconducibile a Zagaria. A seguito della sentenza, gli investigatori hanno avviato approfonditi accertamenti patrimoniali per individuare i beni e le risorse economiche accumulati nel tempo dal clan. Dalle verifiche è emersa una forte sproporzione tra i redditi dichiarati da Di Caterino e dai suoi familiari e il valore dei beni posseduti, segnale di un patrimonio ritenuto frutto di attività illecite.



