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Home Cronaca Caserta

Truffa milionaria sui bonus edilizi tra le province di Caserta e Napoli: 215 gli indagati per frode fiscale

Imprenditori, consulenti e prestanome, sospettati di aver costruito un articolato sistema di truffe ai danni dello Stato attraverso l’uso illecito dei bonus edilizi e di altri incentivi fiscali.

redazione di redazione
9 Ottobre 2025
in Caserta, Cronaca, Napoli

La maxi inchiesta condotta dalla Procura di Napoli Nord, guidata dal sostituto procuratore Giovanni Corona, ha chiuso le indagini preliminari su 215 persone, tra imprenditori, consulenti e prestanome, sospettate di aver costruito un articolato sistema di truffe ai danni dello Stato attraverso l’uso illecito dei bonus edilizi e di altri incentivi fiscali. L’indagine, durata oltre due anni, ha fatto emergere un sistema diffuso di frodi.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione avrebbe sfruttato le falle nei controlli introdotti durante la pandemia, quando la corsa ai bonus fiscali – dal Superbonus 110% al Bonus Facciate – generò un volume di pratiche senza precedenti. Società create ad hoc e partite Iva fittizie servivano per simulare cantieri, lavori di ristrutturazione e spese mai sostenute. I crediti d’imposta, del tutto inesistenti, venivano poi ceduti a terzi tramite banche, intermediari o Poste Italiane, trasformandosi in denaro reale e causando danni milionari alle casse pubbliche.

Un sistema organizzato su larga scala

L’indagine, condotta insieme alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate, ha svelato una rete di società di comodo e partite Iva create ad hoc per simulare lavori di ristrutturazione mai eseguiti e locazioni di immobili inesistenti. Il fulcro delle attività fraudolente si concentrava tra le province di Caserta e Napoli, dove il giro di crediti falsi ha raggiunto cifre impressionanti. Molte delle aziende coinvolte non avevano alcuna operatività reale e alcune risultavano addirittura “evasori totali”. I crediti, pur privi di documentazione contabile, venivano comunicati come regolari all’Agenzia delle Entrate e poi ceduti, in alcuni casi, anche attraverso banche e Poste Italiane. Non mancavano società formalmente attive in settori estranei all’edilizia, come la ristorazione o il commercio, usate per “ripulire” le operazioni.

I principali indagati e le cifre record

Tra i nomi di spicco figura Raffaele Arrichiello, 52 anni, di Casal di Principe, accusato di aver generato crediti fittizi per oltre 28 milioni di euro. Seguono Vincenzo Aprea (30 anni, Napoli), rappresentante di una società di commercio auto priva di attività effettiva, con crediti dichiarati per 12,6 milioni di euro; Benedetto Averna (Milano, 7,3 milioni), Salvatore Diana (Casal di Principe, 3,5 milioni) e Salvatore Badami (Bolognetta, 10,6 milioni). Anche figure minori, come Raffaele Di Resta di Grazzanise, avrebbero beneficiato di somme pari a 810 mila euro in crediti inesistenti.

Il meccanismo della frode

Il copione, secondo gli investigatori, era sempre lo stesso:

  1. Dichiarare lavori edilizi mai avviati;
  2. Creare crediti d’imposta falsi;
  3. Cederli a società o intermediari compiacenti;
  4. Incassarli attraverso canali ufficiali.

Oltre al Superbonus 110% e al Bonus Facciate, sono emerse anomalie anche in agevolazioni minori, come il bonus affitti, usato per locazioni di immobili inesistenti. Tra gli indagati figurano Zain Abdulla e Naveed Ahmed, accusati di aver presentato false richieste di contributo per ottenere somme ingenti.

Prestanome e criminalità comune

Diversi tra gli indagati sarebbero già noti alle forze dell’ordine per precedenti legati a spaccio e rapine. Nomi come Mariano Bianco, Gennaro Chianese e Raffaele Cantiello compaiono tra i sospettati. In alcuni casi le società risultavano intestate a prestanome, incaricati di agevolare la creazione dei crediti fittizi in cambio di una minima percentuale sui guadagni illeciti.

Le difese e la fase processuale

Tutti gli indagati restano, come previsto dalla legge, presunti innocenti fino a sentenza definitiva. Il collegio difensivo comprende numerosi legali – tra cui Nicola Leone, Generoso Grasso, Mirella Baldascino, Marco Argirò, Ignazio e Ciro Maiorano – che si preparano ad affrontare la fase processuale. Il PM Corona valuterà ora per quali posizioni richiedere il rinvio a giudizio.

Una truffa che riflette un problema nazionale

Il caso di Napoli Nord è solo una parte di un fenomeno più ampio. Secondo i dati del Ministero dell’Economia, nel solo 2024 le frodi legate ai bonus edilizi hanno superato i 13 miliardi di euro in tutta Italia. Un meccanismo nato per sostenere il settore delle costruzioni e favorire la transizione energetica si è trasformato, in molti casi, in un terreno fertile per speculazioni e raggiri. La Procura di Napoli Nord punta ora a chiarire i contorni di quella che potrebbe essere una delle più grandi truffe fiscali dell’ultimo ventennio, un intreccio tra finanza, edilizia e burocrazia che ha eroso risorse pubbliche e minato la fiducia dei cittadini nello Stato.

Tags: primopianotruffa bonus
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