Le nubi giudiziarie che si addensano sul consigliere regionale Giovanni Zannini scuotono gli equilibri di Forza Italia. Il politico mondragonese è finito al centro del dibattito durante l’evento azzurro “Valori. Più libertà, più dignità”, tenutosi ieri all’Hotel Continental di Napoli per celebrare l’eredità politica di Silvio Berlusconi.
La linea del segretario: “Innocente fino a prova contraria”
Il leader del partito e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha scelto la via del garantismo assoluto, evitando di scaricare il consigliere nonostante la richiesta d’arresto avanzata dalla Procura e il coinvolgimento nell’inchiesta sul presunto voto di scambio a Castel Volturno. “Il principio di innocenza prevale fino al terzo grado di giudizio. Sono garantista con tutti, come lo sono stato per gli avversari di sinistra a Milano“, ha dichiarato Tajani, rimandando ogni valutazione politica a una eventuale condanna definitiva.
Il freno di Martusciello: stop alle commissioni
Di tono diverso, seppur formalmente cauto, è l’approccio del coordinatore regionale Fulvio Martusciello. Se da un lato il commissario campano dichiara di voler attendere le decisioni dei giudici, dall’altro passa ai fatti sul piano dell’organizzazione consiliare. Il contraccolpo per Zannini è immediato: nonostante le ambizioni del consigliere, legittimate dal peso dei voti ottenuti, Martusciello ha dato disposizioni chiare al capogruppo affinché il nome di Zannini non compaia tra i membri delle commissioni Sanità e Ambiente. Una mossa che di fatto “congela” l’ascesa politica del consigliere a Palazzo Santa Lucia in attesa dell’interrogatorio preventivo fissato per l’inizio di febbraio.
Il contesto delle indagini
Al centro del caso ci sono due filoni investigativi che vedono Zannini protagonista: La richiesta di misura cautelare della Procura per cui è previsto l’interrogatorio a breve e l’indagine sulle presunte irregolarità elettorali nel comune di Castel Volturno.