Una vicenda di estrema gravità scuote il litorale flegreo. Un operatore socio sanitario (OSS) è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata ai danni di una paziente minorenne.
Le indagini e il quadro accusatorio
L’inchiesta, coordinata dalla IV Sezione della Procura della Repubblica di Napoli, ha preso il via dal coraggio della vittima, che ha deciso di denunciare i soprusi subiti. Secondo quanto ricostruito dai militari della Stazione di Monte di Procida, le violenze sarebbero avvenute all’interno di una struttura sanitaria di Pozzuoli, proprio nel periodo in cui la giovane si trovava ricoverata per ricevere assistenza.
Gli inquirenti hanno delineato un quadro indiziario definito “grave”, basato su diverse prove tecniche e testimoniali: Sono stati esaminati dispositivi informatici e contenuti digitali riconducibili all’indagato. La Procura ha raccolto dichiarazioni che confermerebbero la condotta dell’operatore. Le violenze sarebbero state facilitate dalla condizione di vulnerabilità fisica e psichica in cui si trovava la minore a causa del ricovero.
La misura cautelare
A fronte della reiterazione del reato e della particolare odiosità delle circostanze, l’autorità giudiziaria ha ritenuto necessaria la misura della detenzione in carcere. È opportuno ricordare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, l’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.