L’instabilità in Medio Oriente non svuota solo i serbatoi, ma impoverisce anche le tavole degli italiani. Il legame diretto tra il costo del gasolio e la logistica su gomma sta determinando un’impennata dei prezzi al dettaglio, con punte che superano il 20% per alcuni prodotti simbolo della dieta mediterranea. È quanto emerge dall’ultimo report di Assoutenti, che ha rielaborato i dati Istat per quantificare gli effetti dei rincari energetici sulla spesa quotidiana.
La mappa dei rincari: ortofrutta nel mirino
Il trasporto stradale, spina dorsale della distribuzione alimentare in Italia, funge da moltiplicatore per l’inflazione. Il settore dei prodotti freschi è quello che paga il tributo più alto:
- Il primato dei rincari: Le melanzane guidano la classifica con un balzo del +21,5% su base annua.
- Verdura e legumi: Seguono a ruota i piselli (+19,6%), le zucchine (+11,1%) e i legumi (+9,9%).
- Frutta di stagione: Rincari a doppia cifra anche per i frutti di bosco (+16,3%), i limoni (+10,8%) e le fragole (+10,4%).
- Proteine animali: Non si salva il comparto zootecnico, con aumenti significativi per uova (+8,5%) e carne bovina (+8,4%).
Non solo cibo: il peso del lusso e dei trasporti
L’analisi dell’associazione non si ferma al comparto alimentare. A causa delle quotazioni record dell’oro, i gioielli segnano un incremento del +33,5%. La scure dei prezzi colpisce anche chi viaggia: i voli nazionali costano il 12,6% in più, spinti sia dall’effetto festività sia dall’aumento del carburante per aerei (jet-fuel). Anche riscaldare casa o spedire un pacco è diventato più caro, con legna e pellet a +8,2% e i servizi di corriere a +6,5%.
L’appello alle istituzioni
Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, la situazione richiede un intervento immediato per evitare che la spirale inflattiva diventi insostenibile. “L’escalation dei carburanti sta gravando sui costi di trasporto, penalizzando soprattutto i prodotti freschi trasportati lungo la Penisola,” ha dichiarato Melluso. L’associazione chiede ufficialmente al Governo di intervenire su due fronti: la proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio fino al termine dell’emergenza e un monitoraggio più serrato per prevenire eventuali fenomeni speculativi che potrebbero annidarsi dietro le fluttuazioni dei listini.