I controlli scattati durante il fine settimana nel carcere di Poggioreale hanno portato alla luce l’ennesimo traffico di tecnologia e stupefacenti destinato ai reclusi. Gli agenti della Polizia Penitenziaria, nel corso di una serie di perquisizioni mirate, sono riusciti a intercettare e sequestrare 15 telefoni cellulari, oltre a un carico di droga composto da 150 grammi di hashish e 20 grammi di cocaina. Il dato più allarmante riguarda la mappatura dei ritrovamenti: se 8 dispositivi erano nascosti nei padiglioni dedicati ai detenuti comuni, altri 7 smartphone sono stati scovati all’interno del reparto di “Alta Sicurezza”, l’area della struttura dove sono reclusi i soggetti considerati vicini ai clan della criminalità organizzata.
L’operazione ha riacceso i riflettori sulle condizioni critiche in cui si trova ad operare il personale dello storico penitenziario napoletano. I vertici dell’Uspp (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria), tramite le parole del presidente Giuseppe Moretti e del segretario Ciro Auricchio, hanno espresso un forte plauso ai colleghi per la professionalità dimostrata, evidenziando come il risultato sia stato ottenuto “nonostante le note criticità strutturali“. Secondo quanto denunciato dal sindacato, l’istituto di Poggioreale deve fare i conti con un vuoto d’organico cronico che ammonta a circa 150 unità. Una carenza che costringe gli agenti a turni e sacrifici straordinari per garantire la sicurezza interna. Da qui l’appello urgente alle istituzioni per un adeguamento immediato del personale e per l’introduzione dei jammer, i dispositivi elettronici in grado di disturbare le frequenze e neutralizzare l’uso dei cellulari dietro le sbarre.

