L’Italia celebra un traguardo storico: gli ottant’anni della Repubblica. Le celebrazioni del 2 giugno, che ricordano il referendum istituzionale del 1946 in cui per la prima volta votarono anche le donne, si sono aperte a Roma con il tradizionale omaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria, alla presenza delle massime cariche dello Stato. Successivamente, i riflettori si sono spostati sui Fori Imperiali per la solenne parata militare, inaugurata quest’anno dal passaggio simbolico di circa 280 sindaci in rappresentanza degli ottomila comuni italiani.

Il messaggio del Capo dello Stato e la “casa comune” della Costituzione
In un messaggio ufficiale inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, il Presidente Mattarella ha voluto sottolineare il profondo valore della ricorrenza, definendo la Costituzione come la “casa comune” che garantisce diritti e impone doveri di solidarietà. Con lo sguardo rivolto alle attuali tensioni internazionali — e dopo aver ricordato la drammatica situazione dei civili in Libano — il Capo dello Stato ha lanciato un forte appello globale: “Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia. L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità.” Mattarella ha poi definito le Forze Armate come un “pilastro della Repubblica“, elogiando il loro ruolo nel preservare la pacifica convivenza tra i popoli.

