Un accento del Nord accuratamente simulato per conquistare la fiducia delle vittime, un link ingannevole inviato sullo smartphone e la classica esca del finto rappresentante delle istituzioni: “Sono il maresciallo della caserma…”. Era questo il copione standard utilizzato da quattro truffatori che avevano trasformato un anonimo appartamento di via Crocillo, a Quarto, in una vera e propria centrale della frode informatica.
Il loro business illegale si è interrotto bruscamente grazie a un’intuizione dei Carabinieri della tenenza locale. Appostati all’esterno della palazzina e impossibilitati a entrare senza insospettire i malviventi, i militari hanno deciso di giocare la carta dell’astuzia: hanno abbassato la leva del contatore elettrico, lasciando l’abitazione improvvisamente al buio. Il trucco ha funzionato. Spinto dalla curiosità di controllare il guasto, uno dei presenti ha aperto la porta d’ingresso, offrendo su un piatto d’argento il via libera per il blitz.
Una volta dentro, le forze dell’ordine si sono trovate davanti a un call center clandestino in piena attività. Nel tentativo disperato di disfarsi delle prove, uno dei complici ha lanciato un cellulare dalla finestra, senza accorgersi che sotto erano appostati altri carabinieri pronti a recuperarlo. L’operazione si è conclusa con il sequestro di un vero e proprio arsenale tecnologico:
- 17 smartphone
- 101 schede SIM
- 1 computer portatile
L’analisi immediata dei dispositivi ha permesso di accertare sette tentativi di truffa sventati in tempo reale e un colpo purtroppo già andato a segno ai danni di un’anziana donna residente a Roma, a cui i malviventi erano riusciti a sottrarre ben 18mila euro. I quattro membri della banda – identificati come M.C., S.C., A.N. e A.P., tutti originari di Napoli e già noti alla giustizia – sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di concorso in frode informatica. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa del processo.