Festeggiata ogni 26 agosto, la Giornata mondiale del cane nasce con un duplice obiettivo: omaggiare l’impatto positivo di questi meravigliosi animali nelle nostre vite e per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di contribuire all’adozione di tutti quei cani che aspettano una famiglia dietro la grata di un box in un rifugio.
Le origini della ricorrenza
L’iniziativa è stata ideata nel 2004 dall’attivista ed esperta di animali statunitense Colleen Paige. La data scelta combacia con il giorno in cui, all’età di 10 anni, l’attivista accolse nella propria vita Sheltie, il suo primo cane. Nata come celebrazione nazionale negli Stati Uniti (National Dog Day), la ricorrenza ha rapido valicato i confini americani diventando un appuntamento globale.
L’emergenza abbandoni e il picco estivo
A fronte del forte legame affettivo registrato tra le mura domestiche, i dati globali e nazionali mostrano una realtà complessa. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 70% dei cani nel mondo non possiede una casa.
In Italia l’abbandono si conferma un fenomeno critico, in particolare con la stagione estiva:
- Stime annuali: Ogni anno vengono abbandonati circa 50.000 cani e 80.000 gatti.
- Tasso di mortalità: Più dell’80% dei cani abbandonati perde la vita entro un mese per stenti, incidenti o maltrattamenti.
- Il picco estivo: Tra luglio e settembre gli abbandoni registrano un incremento del 25-30%, con una media di circa 600 animali lasciati a se stessi ogni giorno in coincidenza con le vacanze.
Oltre alle implicazioni etiche e al pericolo per la vita degli animali — aggravato dalle alte temperature estive —, il fenomeno comporta gravi rischi per la sicurezza stradale e implicazioni penali perseguibili per legge.