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Home Cronaca

Salerno, mazzette per pilotare sentenze: inflitte pene per 32 anni di carcere

Giuseppe Scuotri di Giuseppe Scuotri
13 Maggio 2020
in Cronaca
molestie pene tribunale salerno

Sono sentenze sicuramente non leggere quelle emesse ieri pomeriggio per gli imputati coinvolti nell’indagine “Ground Zero”, operazione che ha scoperchiato un sistema di mazzette che permetteva ad alcuni imprenditori di modificare a loro vantaggio sentenze di primo grado presso la commissione tributaria salernitana, con l’aiuto di giudici compiacenti. Per i soggetti coinvolti, tuttavia, il primo grado di giudizio, celebrato con rito alternativo, ha avuto questa volta un esito molto duro: ben trentadue gli anni di carcere inflitti dal Gup Gennaro Mastrangelo, che ha disposto confische di beni dal valore complessivo di 290mila euro. Una sentenza particolarmente pesante è arrivata per l’imprenditore Alfonso De Vivo, per cui il pm Elena Guarino aveva chiesto l’assoluzione: quattro anni e sei mesi di reclusione. Le pene più severe sono arrivate per due giudici e due segretari della commissione, ritenuti dagli inquirenti gli organizzatori del giro di mazzette: sei anni, tre mesi e tre giorni per il magistrato Fernando Spanò, quattro anni e otto mesi per il collega Giuseppe De Camillis, mentre per i due segretari Salvatore Sammartino e Giuseppe Naimoli sono rispettivamente arrivate condanne a cinque anni, sei mesi e venti giorni e cinque anni, quattro mesi e venti giorni.

È stato invece assolto Franco Spanò, figlio di Fernando, per il quale il padre magistrato avrebbe cercato lavoro in un’azienda nella rete di favori della commissione. Condannato a quattro anni e due mesi, invece, l’ex parlamentare Teodoro Tascone, mentre pene amministrative sono state comminate alla ditta Facomogas, che dovrà pagare 140mila euro, e ad Aniello Russo, che ne dovrà invece versare 20mila. Sospesa la pena a un anno, nove mesi e dieci giorni emessa per l’imprenditore Antonio D’Ambrosi. Corpose anche le pene accessorie di confisca: al giudice Spanò sono stati requisiti beni per 60.600 euro, a Naimoli per 88mila, a Sammartino per 32.500 e 10mila per De Camillis. Per Russo e D’Ambrosi sono arrivate confische rispettivamente per 45mila e 15mila euro, mentre sia per De Vivo sia per la Facomogas sono stati sequestrati beni per un valore di 20mila euro. Beneficeranno della sospensione condizionale Cosimo Amoddio, Aniello Russo e Claudio Domenico Dusci. Il Gup ha inviato al pm gli atti relativi alle posizioni di Criscuolo, De Camillis, Naimoli e Sammartino per procedere a un approfondimento delle indagini, mentre il giudice civile deciderà sulla ripartizione della provvisionale da 100mila euro che andrà divisa tra D’Ambrosi, De Camillis, De Vivo, Sammartino, Spanò, Tascone e la Facomogas.

 

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