Decadimento, incuria, profondo stato di abbandono: ecco la situazione dell’opera monumentale Arco di Adriano, al confine tra i comuni di Capua e Santa Maria Capua Vetere. L’arco, di origine romana e utilizzato come arco di trionfo, costituisce un ideale quanto imponente ingresso alla città. Oggi, tuttavia, l’immagine fulgida e maestosa dell’opera è solo un ricordo. Lo stato rovinoso in cui versa l’arco ha costretto la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere a disporre un sequestro preventivo, emesso poi dal Giudice per le indagini preliminari del medesimo Tribunale lo scorso 17 giugno. Nella giornata di oggi, a eseguire il sequestro sono stati i carabinieri della stazione locale. Le autorità non hanno potuto fare altro che constatare lo stato di degrado e profonda incuria in cui l’Arco di Adriano è stato abbandonato. La rilevanza storico artistica dell’opera, eretta tra la seconda metà del primo e la prima metà del secondo secolo, è stata minata da un grave ammaloramento e da uno stato di decadimento che hanno scatenato la configurazione a carico di ignoti di reati penali contro il patrimonio artistico.
L’accusa sembrerebbe pendere nella direzione della manutenzione dell’arco e di interventi di risanamento che, invece di proteggerne le fattezze e la conservazione, ne hanno minato l’integrità. A seguito dei primi accertamenti sul posto e della consulenza tecnica di esperti, disposta dall’autorità giudiziaria, è stata evidenziata la presenza di diversi problemi legati al precario stato manutentivo dell’arco, fattore chiave che ha causato fenomeni diffusi di deterioramento dei materiali, lesioni superficiali e un parziale distacco di elementi lapidei. Si è registrata, inoltre, anche la presenza di vegetazione infestante, dovuta a infiltrazioni d’acqua. Infine, gli interventi di risanamento effettuati sono stati bollati come inappropriati e aventi la capacità di minare la conservazione dell’Arco di Adriano. L’intervento odierno dimostra la volontà di cautelare i beni di rilevante pregio storico artistico, che costituiscono un patrimonio per tutta la comunità, dall’incuria e dal rischio di una compromissione, in alcuni casi, irreparabile. L’obiettivo di evitare l’impoverimento e il degrado di questo patrimonio, in particolare, è sostenuto anche dalla problematica eredità che andrebbe a scapito delle future generazioni.

