Ha fatto il giro del mondo la notizia delle due esplosioni di oggi pomeriggio avvenute al porto di Beirut, in Libano. Prosegue la conta dei morti, che sarebbero, fino a questo momento, oltre 100. Quasi 4mila, invece, i feriti, di cui molti in gravi condizioni. I dati ufficiali, forniti dalle istituzioni libanesi, sono molti preoccupanti; si teme che le vittime siano un numero superiore a quello fornito fino a questo momento. Le immagini diffuse sui social sono raccapriccianti e raccontano tutto il dolore di una comunità colpita da un’immane tragedia.
Sono ancora da scoprire le cause della deflagrazione, che ha provocato danni a cose e persone per un raggio di diversi chilometri. Tra i feriti figurerebbe anche un militare italiano che, dalle prime notizie, non verserebbe in gravi condizioni. Secondo fonti libanesi, la prima esplosione fortuita sarebbe partita da una nave che trasportava un carico di fuochi d’artificio. Ciò avrebbe provocato una seconda esplosione più grande in un deposito chimico. Il ministro dell’Interno del Libano, Mohamed Fehmi, ha dichiarato ai giornalisti che l’esplosione al porto sarebbe stata causata “dal nitrato di ammonio, immagazzinato in grande quantità”. Le dichiarazioni confermerebbero le notizie circa la formazione di una nube tossica, riconducibile a una sostanza chimica, segnalata dai residenti di Beirut.

