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Home Ambiente

Goletta Verde, viaggio tra luci e ombre lungo le coste campane

14 punti sui 31 campionati da Legambiente risultano oltre i limiti di legge, quindi fortemente inquinati o comunque inquinati

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
13 Agosto 2020
in Ambiente
Goletta Verde

Da oltre trent’anni la Goletta Verde di Legambiente monitora e informa sullo stato di salute dei mari e delle spiagge di tutta Italia, sensibilizzando l’opinione pubblica contro abusivismo, cementificazione, mala depurazione e rifiuti. Anche quest’anno, nonostante il Covid-19, ha effettuato il suo tradizionale viaggio lungo le coste italiane, rispettando le regole del distanziamento fisico imposte dalla pandemia. Un viaggio che ha toccato anche la Campania, dove si sono avuti risultati, a voler essere buoni, contraddittori. Infatti, ben 14 punti sui 31 campionati dalla Goletta Verde di Legambiente sono risultati essere oltre i limiti di legge: quindi, quasi la metà del totale. Sercondo il rapporto conclusivo, sono dieci i punti “giudicati fortemente inquinati e 4 quelli inquinati. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. E anche quest’anno si registrano livelli di inquinamento record, situazioni che nonostante gli esposti dell’associazione e i controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico”. La fotografia scattata lungo le coste della Campania “da un team di tecnici e volontari di Goletta Verde” è impietosa. In sintesi, per l’undicesimo anno sono risultati “fortemente inquinati”, la foce “del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, la foce del canale di Licola a Pozzuoli e la foce del torrente Asa a Pontecagnano”.

Il monitoraggio delle acque della Campania è stato effettuato dal 7 luglio al 3 agosto. Legambiente ha considerato come inquinati i campioni in cui almeno uno dei due parametri (enterococchi intestinali ed escherichia coli) supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (decreto legislativo 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e fortemente inquinati quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

IL DETTAGLIO DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE

“Sono stati 5 i punti di costa campana monitorati in provincia di Caserta”, di questi uno è risultato fortemente inquinato: la foce del fiume Savone nel comune di Mondragone. Un altro “è risultato inquinato ed è il punto a mare di fronte la foce dei Regi Lagni. Gli altri tre punti sono risultati entro i limiti e sono: il punto a mare a Sessa Aurunca, il punto in spiaggia di fronte la foce della Fiumarella nel comune di Mondragone e il punto in spiaggia di fronte la foce del lago Patria nel comune di Castel Volturno”.

Sono stati invece 13 i punti attenzionati nell’area metropolitana di Napoli e di questi 4 sono risultati fortemente inquinati: “Il punto alla foce del canale Licola, al Lido di Licola nel comune di Pozzuoli, il punto in spiaggia vicino la foce dell’Alveo Volla in località San Giovanni a Teduccio di Napoli, il punto in spiaggia sul lungomare Marconi di Torre Annunziata e il punto alla foce del fiume Sarno fra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia”. Entro i limiti gli altri punti esaminati: “Il punto sulla spiaggia Mappatella sul lungomare Caracciolo di Napoli, il punto sulla spiaggia Mortelle nel comune di Portici, il punto a mare di fronte la foce del lago Vesuviano ad Ercolano, il punto a mare di fronte la foce del rivolo Neffola alla Marina Grande di Sorrento, il punto in spiaggia di fronte il rivo San Marco al Fosso Garibaldi di Castellammare di Stabia, il punto sulla spiaggia del Muro Rotto ad Ischia, il punto sulla spiaggia Perrone a Casamicciola Terme, il punto sulla spiaggia di Chiaia in località Chiaia Spinesante nel comune di Forio, il punto alla foce del rio Corbore sul lungomare Cristoforo Colombo di Ischia”.

Altri 13 punti, infine, sono stati monitorati nella provincia di Salerno e di questi 5 sono risultati fortemente inquinati e 3 inquinati. “Fra quelli fortemente inquinati ci sono il punto alla foce del torrente Dragone nel comune di Atrani, il punto alla foce del fiume Irno sul lungomare Tafuri di Salerno, il punto alla foce del fiume Picentino fra Salerno e Pontecagnano Faiano, il punto alla foce del torrente Asa sul lungomare Magazzeno a Pontecagnano Faiano e il punto alla foce del canale di scarico alla Marina di Eboli. Fra i punti inquinati ci sono il punto alla foce del fiume Tusciano fra Pontecagnano e Battipaglia, il punto alla foce del rio su via Poseidonia in località Laura nel comune di Capaccio e il punto alla foce del fiume Solofrone fra i comuni di Capaccio e Agropoli”. Entro i limiti tutti gli altri punti: “Il punto sulla spiaggia di via Mantegna a Salerno, il punto alla foce capo di fiume fra Capaccio e Agropoli, il punto in spiaggia in località Caprioli nel comune di Centola e il punto in spiaggia di fronte il rio Caca Fave in località Villammare nel comune di Vibonati”.

“Anche quest’anno registriamo una fotografia delle coste campane tra luci ed ombre – ha dichiarato Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – con delle situazioni in alcuni punti della nostra costa che rendono bene la gravità della situazione della depurazione in Campania dove poco o niente è stato fatto dalle istituzioni. Per i casi più gravi, quei ‘malati cronici’ che denunciamo da anni, proseguiremo con le nostre azioni, chiedendo l’applicazione della legge sugli Ecoreati, per risolvere le criticità che ancora minacciano la qualità e la salute dei nostri mari. Occhi puntati anche sui 475 scarichi in mare di acque reflue e altre tipologie di apporti censiti dall’Arpac. Quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci deve diventare un tema prioritario nell’agenda della politica regionale in vista della tornata elettorale di settembre. Al di là di annunci e inaugurazioni è ora che la Regione Campania metta in atto al più presto un’adeguata ed efficace azione di prevenzione”, ha concluso Imparato.

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Tags: Legambiente
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