Continuano incessanti le attività dei carabinieri del gruppo forestale di Avellino volte al rispetto dell’ambiente. In questo caso, grande attenzione è stata posta al contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio. I carabinieri della stazione forestale di Monteforte Irpino, infatti, hanno denunciato tre persone di Avella perché responsabili di falsità in atti e abusivismo edilizio. Grazie all’attività presso una società agricola della zona, coordinata con il personale del locale ufficio tecnico comunale e dell’Asl di Avellino, si è scoperto che un edificio, destinato a essere un deposito o garage, in realtà veniva utilizzato come laboratorio per la preparazione di alimenti. Dopo diversi controlli sulla documentazione, è stato appurato che i due comproprietari, assieme al rappresentate legale della società, avevano effettuato false attestazioni per ottenere le autorizzazioni necessarie per svolgere le attività. Da quanto è emerso, quindi, oltre ad aver sospeso ogni tipo di attività, i militari hanno deferito in stato di libertà alla procura della Repubblica di Avellino i tre responsabili.
Inoltre, sempre nell’ambito delle operazioni contro l’abusivismo edilizio, i carabinieri della stazione forestale di Summonte hanno denunciato cinque persone di Mercogliano perché responsabili della realizzazione di opere in assenza di autorizzazioni. Nello specifico, in seguito a indagini attuate insieme col personale dell’ufficio tecnico comunale, si sono constatate alcune problematiche legate al permesso di costruire. L’edificio abusivo, infatti, corrispondeva a un fabbricato della zona, anch’esso un garage utilizzato però come abitazione civile. La costruzione è stata poi anche ampliata, comportando l’aumento della sua grandezza in un’area destinata dal piano regolatore generale a strada di progetto e fascia di rispetto stradale. Oltre a ciò si sono scoperti anche altri edifici abusivi: una piscina interrata, un capannone in struttura metallica, una recinzione esterna in cemento armato, un vano legnaia, un’altra struttura con pilastri in legno e una pavimentazione esterna in cemento misto, queste ultime mancanti di titolo autorizzativo. In aggiunta, l’area abusiva si trovava a una distanza inferiore a centocinquantametri da un torrente. È stata quindi emessa l’ordinanza di demolizione delle opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi.

