Aumentano i controlli volti al contrasto delle inadempienze igienico-sanitarie, soprattutto durante l’emergenza sanitaria da Coronavirus. I carabinieri del Nas di Napoli e del gruppo tutela del lavoro partenopeo, insieme ai militari della stazione di Palma Campania, hanno proceduto a ispezionare un ristorante del posto, riscontrando violazioni sanzionate per oltre 15mila euro. Dalle indagini è emerso che il ristorante aveva adibito un locale a deposito di alimenti, senza alcuna autorizzazione. Lo stesso presentava anche carenze igienico-sanitarie e strutturali. Inoltre, tre dei dipendenti erano stati assunti in nero e, come se non bastasse, uno di loro è risultato beneficiario del reddito di cittadinanza. Alla luce di quanto scoperto dai militari, l’attività è stata sospesa.

Sempre a Palma Campania, a fine luglio, i carabinieri della stazione locale, avevano dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Nola a carico di 7 persone (di cui 6 in custodia cautelare in carcere e 1 agli arresti domiciliari) di età compresa fra i 20 e 54 anni. I destinatari dei provvedimenti, fra cui 6 già noti alle forze dell’ordine, provenivano dai comuni di Ottaviano, Maddaloni, San Gennaro Vesuviano, Trecase e San Giuseppe Vesuviano ed erano ritenuti responsabili – a vario titolo – di rapina aggravata dall’uso delle armi e furti aggravati dalla violenza sulle cose in abitazioni e aziende del Nolano. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, è scaturita dalla denuncia di rapina patita da un cittadino bengalese, a febbraio 2019, sporta presso gli uffici della stazione dei carabinieri di Palma Campania, quando due persone, dopo aver tagliato la strada alla vittima che stava andando in bicicletta, dietro minaccia di una pistola, si erano fatti consegnare il borsello contenente 50 euro e documenti personali. La tempestiva acquisizione delle immagini dell’impianto di videosorveglianza comunale aveva consentito ai carabinieri di Palma Campania di risalire al proprietario dell’autovettura e avviare, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Nola, un’attività investigativa di natura tecnica. Sin da subito, era stato delineato un univoco e concordante quadro indiziario a carico degli indagati, poi avallato dal Gip, che aveva permesso di documentare un’intensa abitualità all’attività predatoria a carico degli arrestati nei mesi di maggio e giugno 2019.

