È stato pubblicato nel pomeriggio, come ormai da mesi, il bollettino dell’Unità di crisi della protezione civile regionale che monitora i nuovi positivi al Coronavirus in Campania. Rispetto alla giornata di ieri, quando su 5.783 test erano stati riscontrati 184 nuovi casi di contagio, nelle ultime ventiquattr’ore altre 102 persone sono risultate positive al virus del Covid-19 su un totale di 5.837 tamponi laringo-faringei effettuati dalle Asl campane. Di questi nuovi positivi, 51 sono casi di rientro: 19 dalla Sardegna e 32 dall’estero. Si regista, purtroppo, un nuovo decesso legato all’infezione respiratoria e alle sue complicazioni (l’anziano deceduto ieri a Lusciano): il numero totale dei morti in Campania sale, quindi, a quota 446. E si registrano anche 18 nuove guarigioni. Dall’inizio della pandemia, in Campania sono stati registrati 7.168 casi di positività al Coronavirus su un totale di 425.098 tamponi eseguiti. In totale, il numero dei pazienti guariti resta pari a 4.430 (di cui 4.425 completamente guariti e 5 clinicamente guariti: vengono considerati clinicamente guariti i pazienti divenuti asintomatici ma ancora in attesa dei due tamponi consecutivi che ne comprovano la completa guarigione).

Intanto, dalla Treofan di Battipaglia, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ribadisce la volontà di proseguire con la nuova linea adottata in queste settimane sul territorio regionale per contrastare i contagi da Coronavirus. “Dal 12 agosto, sono 2.000 le persone positive – spiega – che abbiamo fermato all’aeroporto di Capodichino, al porto di Napoli e nelle stazioni ferroviarie. Sono prevalentemente asintomatici cioè senza problemi, ma comunque contagiosi. Più un altro migliaio che aveva avuto contatti con quelli provenienti da fuori regione. Li stiano andando a cercare noi, proprio per mettere in sicurezza il nostro territorio. Infatti, se non avessimo fatto l’ordinanza del 12 agosto, oggi avremmo circa 3.000 persone contagiate liberamente in giro per la Campania. In questa fase, l’importante è individuare tutti i positivi, anche se i numeri crescono temporaneamente, perché in questo modo li mettiamo in isolamento domiciliare per quindici giorni e stiamo tranquilli. Chi non fa oggi questo lavoro, tra un mese dovrà chiudere le regioni“.
