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Addio a Philippe Daverio: è morto all’età di 70 anni

Il critico d'arte è scomparso stamattina a causa di un male incurabile. Era ricoverato presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
2 Settembre 2020
in Italia
Philippe Daverio

Si è spento stamane all’età di settant’anni il celebre presentatore televisivo e critico d’arte Philippe Daverio. Era stato ricoverato recentemente presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano per curare una neoplasia. A dare la triste notizia è stata l’amica e direttrice del Teatro Franco Parenti di Milano Andree Ruth Shammah. 

Docente, saggista, critico d’arte e conduttore televisivo, Philippe Daverio era molto apprezzato dal grande pubblico per la sua grande abilità nel saper divulgare in maniera semplice e chiara le tematiche legate al mondo della storia e dell’arte. Nato nel 1948 a Mulhouse, in Alsazia, regione francese al confine con Germania e Svizzera, Daverio si trasferì da giovane a Milano dove studiò alla facoltà di economia e commercio della Bocconi, senza mai laurearsi. La sua vera passione, che segnò la sua vita fin da giovane, fu lo studio e la divulgazione dell’arte, della quale fu autorevole autodidatta. Nella città meneghina, infatti, aprì nel 1975 la sua prima galleria d’arte dedicata ai movimenti di avanguardia del Novecento. Reduce del successo di pubblico e di critica delle opere esposte, aprì ben presto un’altra galleria a New York dedicata questa volta all’arte del ventesimo secolo. 

Il successo televisivo di Philippe Daverio arrivò solamente a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. Nel 1999 fu impegnato come inviato per la trasmissione televisiva Art’è su Rai Tre. Negli anni Duemila fu la volta di Passepartout, uno dei più importanti programmi del palinsesto Rai dedicato alla divulgazione dell’arte e della cultura italiana e internazionale. Tra gli ultimi suoi programmi televisivi si annoverano inoltre Emporio Daverio, in onda su Rai 5, incentrato sulla salvaguardia e sulla valorizzazione del patrimonio culturale italiano. 

Nell’arco della sua carriera Daverio è stato anche saggista nonché autore di numerosi testi sull’arte e sulle avanguardie artistiche, oltre che collaboratore per diverse riviste e testate giornalistiche come Panorama, Vogue, National Geographic, Avvenire e Il Sole 24 Ore per le quali curava la sezione dedicata all’arte. Il critico naturalizzato milanese è stato anche docente: ha insegnato storia dell’arte all’Università Iulm di Milano e disegno industriale all’Università di Palermo. 

Philippe Daverio era noto inoltre per il suo impegno nella politica. Negli anni Novanta è stato infatti assessore alla Cultura per il Comune di Milano nella giunta di centrodestra guidata dal leghista Marco Formentini. Il critico d’arte era stato inoltre chiamato a ricoprire il ruolo di bibliotecario per la giunta del Comune di Salemi, nel Trapanese, guidata dall’amico e collega Vittorio Sgarbi. Nel 2011 Daverio aveva fondato il movimento Save Italy per la divulgazione all’estero dei beni culturali italiani. Più di recente, nel 2019, aveva fatto notizia la sua candidatura nelle liste di Più Europa, motivata dall’idea di un rinnovato europeismo per fermare l’avanzata dei populismi che minacciano l’identità culturale europea. Da oggi l’Italia è sicuramente più povera, perdendo uno dei personaggi più eclettici e controversi che hanno fatto della divulgazione dell’arte e della cultura la propria missione di vita.

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Tags: ArteMilano
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