Omicidio di Luana Rainone: è stato l’amante a ucciderla
Stanotte, dopo l'ennesimo interrogatorio, il trentaquattrenne ha confessato di aver stroncato la vita della donna accoltellandola e gettando poi il cadavere in un pozzo
A uccidere Luana Rainone è stato il suo amante, Nicola Del Sorbo. Il trentaquattrenne è crollato questa notte durante l’ennesimo interrogatorio confessando di aver ucciso la trentunenne di San Valentino Torio, in provincia di Salerno, dopo che i carabinieri della stazione locale, su disposizione della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore coordinata dal procuratore capo Antonio Centore, lo avevano invitato a recarsi in caserma nella tarda serata di giovedì, proprio in quanto indiziato del delitto.
La scomparsa della donna era stata denunciata dai suoi familiari lo scorso 24 luglio. Da allora, erano proseguite senza soste le ricerche e le indagini degli inquirenti, nel tentativo di comprendere che cosa potesse aver spinto la donna ad allontanarsi da casa senza alcun preavviso, sebbene non fosse nuova a fughe di tipo amoroso col suo amante. Le ricerche sono culminate con il ritrovamento del cadavere della donna all’interno di un pozzo situato proprio all’interno della tenuta dell’uomo che lei pensava di amare e che, invece, si è rivelato il suo assassino. A incastrare il colpevole sarebbe stato, infatti, il cellulare della vittima, ritrovato proprio nei pressi dell’abitazione dell’uomo.
Secondo quanto emerso dalle testimonianze rilasciate dall’autore del delitto,i due avrebbero litigato la sera del 23 luglio, il giorno prima della denuncia della scomparsa di Luana Rainone. Al centro della contesa ci sarebbero state le vite passate dei due amanti, entrambi coinvolti in relazioni complicate con diversi figli a carico. Alla richiesta della donna nei confronti dell’uomo di chiudere definitivamente la propria relazione, l’assassino avrebbe reagito impugnando un coltello da cucina e sferrandole un colpo dritto alla gola. Dopo aver ferito a morte l’amante, Nicola Del Sorbo avrebbe rinchiuso il corpo della vittima all’interno di una coperta gettando poi il cadavere in fondo a un pozzo per le acque reflue situato nei pressi della sua stessa abitazione a Poggiomarino, nel Vesuviano. A distanza di mesi da quel fatidico giorno, il corpo di Luana è stato ritrovato dagli investigatori in fondo alla cavità in stato di decomposizione solo grazie all’ausilio dei vigili del fuoco.
Già dai primi giorni delle indagini, comunque, alcuni sospetti erano ricaduti sull’amante di Luana Rainone dopo che suo marito ne aveva denunciato la scomparsa, indicando nello stesso Del Sorbo uno tra i possibili indiziati. Nell’arco di questi mesi, tuttavia, l’uomo aveva sempre negato di essere coinvolto nella scomparsa della donna, fino al macabro ritrovamento di fronte al quale non ha più potuto negare la sua colpevolezza. Le indagini, condotte dal sostituto procuratore Viviana Vessa, hanno portato al ritrovamento della probabile arma del delitto e del cellulare della donna. In queste ore, il cadavere di Luana verrà sottoposto all’esame autoptico per comprendere se la donna sia stata gettata nel pozzo ancora viva o se sia morta a causa dell’accoltellamento. Contestualmente l’assassino, dopo aver confessato il delitto, è stato condotto presso il carcere di Salerno – Fuorni con le pesanti accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
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