Hanno continuato a lavorare sebbene il cantiere fosse posto sotto sequestro: è successo a Qualiano, dove i carabinieri della stazione locale, insieme a quelli del gruppo tutela del lavoro di Napoli e al personale dell’Ufficio tecnico del locale Comune, hanno denunciato nove persone per violazione di sigilli, abusivismo edilizio e sversamento illecito di rifiuti. Il tutto è avvenuto durante un servizio di controllo del territorio, predisposto dal comando provincia di Napoli: durante il pattugliamento, i militari hanno sentito forti rumori in un cantiere sequestrato situato in via Salvatore Rosa: schiamazzi che hanno insospettito non poco i carabinieri dato che l’edificio, abusivo, era stati posti i sigilli nel 2019. Gli uomini dell’Arma hanno così scoperto che i sigilli erano stati violati e che all’interno erano presenti sette operai a lavoro, successivamente identificati e denunciati. Inoltre, i due titolari della ditta edile di Qualiano sono stati sanzionati complessivamente per 38.500 euro.. Al cantiere sequestrato sono così stati posti i sigilli per la seconda volta e le attività della ditta in questione sono state sospese amministrativamente.

Queste operazioni si inseriscono nell’ambito di controlli volti al contrasto al lavoro nero, una problematica, purtroppo, presente nel territorio: a fine luglio, a finire nei guai, era stata una titolare di un bar di via Salvator Rosa, a Napoli, ispezionato dai militari della stazione Stella e dei reparti specializzati. Tre i lavoratori in nero sorpresi nel locale: nessuno di loro era stato formato sulla normativa anti-Covid e uno dei tre, un ventiquattrenne, era risultato beneficiario del reddito di cittadinanza. Per lui una denuncia per truffa ai danni dello Stato. Anche l’imprenditrice – una quarantaduenne di origini polacche – era stata denunciata perché aveva installato un impianto di videosorveglianza senza autorizzazione. Al bar era stata imposta la chiusura per cinque giorni e la donna sanzionata per oltre 14mila euro.

