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Home Economia

Tav Napoli-Bari, dalla Banca europea per gli investimenti arriva un prestito di due miliardi

L'opera sarà portata a termine entro il 2026 e collegherà il capoluogo campano a quello pugliese in due ore

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
18 Settembre 2020
in Economia
Tav

Ammonta a due miliardi di euro il prestito che il consiglio d’amministrazione della Banca europea per gli investimenti (Bei) ha stanziato per la realizzazione della Tav Napoli-Bari. Si tratta di un finanziamento record per l’istituto finanziario comunitario su un singolo progetto: quasi un terzo dell’intera opera, che costerà in totale 6,2 miliardi di euro, sarà infatti finanziata con fondi europei sotto forma di prestiti agevolati. La linea ad alta velocità tra il capoluogo campano e quello pugliese rappresenta una delle opere infrastrutturali e ingegneristiche più importanti del Mezzogiorno. La realizzazione del progetto porterà al raddoppiamento dell’attuale linea ferroviaria e alla realizzazione di un nuovo tracciato per i treni ad alta velocità con importanti interventi sulle reti di comunicazione già esistenti. La fine dei lavori per l’intera tratta è prevista per il 2026 e sarà possibile percorrere il tragitto tra Napoli e Bari in sole due ore e tra Roma e Bari in circa tre ore. I treni viaggeranno a una velocità superiore ai 200 chilometri orari e permetteranno lo spostamento di passeggeri e merci in tempi estremamente ridotti rispetto a quelli attuali. Entro il 2023 è inoltre prevista l’attivazione della prima tratta tra i due grandi centri del Meridione.

La nuova linea ferroviaria, commissionata dal gruppo Ferrovie dello Stato tramite la Rete ferroviaria italiana, fa parte del grande corridoio europeo Ten-t che collegherà i Paesi scandinavi al Mediterraneo. La Tav Napoli-Bari rappresenta, quindi, un’opera fondamentale per accelerare il processo di integrazione europea e di sviluppo del Mezzogiorno non solo in termini di miglioramento dei collegamenti e di accorciamento delle distanze tra le principali città del Sud Italia ma anche per quel che riguarda la ricaduta occupazionale: l’apertura dei cantieri creerà almeno duemila nuovi posti di lavoro tra mansioni dirette e il relativo indotto.

Il progetto, nella sua interezza, rappresenta inoltre una vera e propria opera di avanguardia ingegneristica anche grazie al bassissimo impatto ambientale che avranno le infrastrutture ferroviarie sulle catene dell’Appennino che dividono la Puglia dalla Campania. Il piano di lavoro, elaborato da Italferr, appartenente al gruppo delle Ferrovie dello Stato, è stato presentato alla Conferenza internazionale delle infrastrutture tenutasi nel 2019 a Singapore, piazzandosi primo classificato per la categoria “ferrovie e trasporti”. Si tratta quindi di un riconoscimento importantissimo per quella che si appresta a diventare una delle infrastrutture ferroviarie più importanti e avveniristiche di tutto il Paese.

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Tags: baricampaniaflashinfrastruttureNapoli
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