Nella mattinata odierna, la squadra mobile di Napoli, insieme a quella di Caserta, ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti di 14 indagati, gravemente indiziati di traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Con lo stesso provvedimento cautelare sono stati posti sotto sequestro beni immobili, autovetture, motoveicoli, conti correnti e quote societarie. L’inizio delle indagini è da registrarsi in seguito a un incendio sviluppatosi, nel mese di giugno del 2018, nel bar “Le Shabby Cafè” di via Toledo, a Napoli, e gestito da una delle società riconducibili agli indagati. Da qui si sono susseguite una serie di verifiche e operazioni: le prove, scaturite da diverse intercettazioni e riscontri, e ottenute anche grazie a precedenti arresti e sequestri di droga e somme di denaro, hanno consentito di arrivare alla scoperta di un consolidato traffico di cocaina, importata dai Paesi Bassi, il tutto legato alla famiglia Bonavolta, del clan camorristico Mazzarella.

In particolare, i punti di svolta che hanno portato alla conclusioni delle indagini, sono stati due. Il primo è stato l’arresto di uno dei corrieri, avvenuto nell’aprile del 2019, dopo essere rientrato da un viaggio dall’Olanda per conto dell’organizzazione camorristica. L’uomo era stato trovato in possesso di circa 7 chilogrammi di cocaina. Il secondo, invece, è stato il sequestro di una grossa somma di denaro, pari a più di 550mila euro, nei confronti di altri due corrieri. Il denaro era destinato all’acquisto di altra sostanza stupefacente e collegato a uno dei numerosi viaggi organizzati per comprare droga all’estero. Altra vicenda importante per le operazioni è stato il sequestro di persona a scopo di estorsione nei confronti del cognato di uno dei corrieri, poiché aveva contratto un debito di circa 350mila euro per l’acquisto, sempre all’estero, della sostanza stupefacente.

