È stato ucciso nel corso della notte Alessandro Riso, pregiudicato 28enne freddato da ignoti in via Vittorio Veneto, nel quartiere napoletano di Miano. Secondo le prime indiscrezioni, la vittima era ritenuta vicina al clan Cifrone, sodalizio criminale attivo proprio a Miano, emerso a seguito del disgregamento del clan Lo Russo, una volta egemone in quell’area. Riso, deceduto poco dopo il trasporto presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, era già scampato miracolosamente a un tentativo di omicidio nel 2017. Anche in quell’occasione fu portato al Cardarelli con gravi ferite e fu salvato dall’equipe medica partenopea che, purtroppo, questa volta non ha potuto fare nulla per evitare il peggio. Sul caso indagano ora le forze dell’ordine: secondo i primi dati raccolti ieri notte, poco prima del fatto di sangue su via Vittorio Veneto era stata segnalata una “stesa”: l’area dell’agguato è infatti interessata dall’azione di diversi gruppi emergenti, tra cui si annovera anche il clan Cifrone.

Lo scorso 16 giugno, a San Giorgio a Cremano, a finire nel mirino dei sicari era stato il pregiudicato Raffaele Gallo, fratello del pentito Giovanni Gallo, uscito di galera dopo sedici anni, entrambi ritenuti contingui al sodalizio camorristico creatosi nell’ultima decade tra i clan Vollaro e Mazzarella per il controllo della periferia est di Napoli. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo si trovava a bordo del proprio scooter in via Luca Giordano, quando era stato raggiunto da una scarica di colpi di arma da fuoco. Sei in totale i proiettili esplosi che lo avevano raggiunto. All’arrivo degli agenti, il corpo esanime del pregiudicato giaceva a terra, in una pozza di sangue. Poco distante dal cadavere il ciclomotore riversato sul manto stradale ancora in moto. Raffaele Gallo era ritornato in libertà da appena un anno, a seguito di una condanna per associazione camorristica.

