C’è preoccupazione a Napoli per la situazione dell’Anm, dopo i tre nuovi casi di positività al Coronavirus registrati tra i dipendenti negli ultimi giorni. A riportare la notizia è Il Mattino: si tratta di un lavoratore esterno legato a una ditta di pulizia, di un ausiliario del traffico e di un controllore. Molto grave è soprattutto la situazione dell’ausiliario, attualmente ricoverato in terapia sub-intensiva. Così come previsto dai protocolli che vengono attuati in questi casi, è in corso il tracciamento dei colleghi con cui i tre dipendenti hanno avuto stretto contatto, per poter successivamente effettuare i tamponi. Il problema principale, però, è che l’ausiliare del traffico e il controllore lavorano soprattutto con i cittadini. Cresce, quindi, la paura di possibili contagi soprattutto fuori dalla cerchia dei dipendenti: sia per gli automobilisti entrati a contatto con l’ausiliario sia per i passeggeri dei trasporti pubblici, che potrebbero essere stati contagiati dal controllore. Riguardo quest’ultima eventualità, l’azienda partenopea è a lavoro per ricostruire tutte le fermate dove ha prestato servizio l’uomo e avvertire così i pendolari, che decideranno se sottoporsi ai vari test.

I possibili focolai nei luoghi di lavoro sono molto pericolosi e spaventano per diversi motivi, tra cui la velocità con cui si espande il contagio: a metà settembre un piccolo focolaio era stato registrato all’interno del comando dei vigili di San Lorenzo, nel centro storico di Napoli. Lo screening era stato effettuato su tutti i componenti del reparto su indicazione del comando generale della polizia municipale del capoluogo ed è stato monitorato attentamente dai sanitari e dalla direzione generali dell’Asl Napoli 1. Già diversi giorni prima era stato chiuso il reparto in seguito alle segnalazioni dei primi casi di positività al Covid-19. Immediatamente erano partite le misure di quarantena preventiva nei confronti di tutti i vigili operativi presso il comando ed erano stati effettuati i tamponi laringo-faringei come da prassi. I sanitari dell’Asl avevano potuto così ricostruire la catena dei contatti dei vigili risultati positivi.

