Mentre tutt’intorno l’emergenza sanitaria s’aggrava sempre di più, prosegue la polemica a distanza tra il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Il nuovo capitolo è di stamattina, con l’ex magistrato che attacca in modo molto duro, nell’ambito della trasmissione radiofonica Radio anch’io, condotta da Giorgio Zanchini su Rai Radio 1: “Penso che ci siano stati errori molto gravi della Regione. E non si tratta di uno scaricabarile, perché i numeri parlano da soli. Le persone a casa sono sole, appena aumenta la febbre vanno in ospedale, il virus è fuori controllo, la medicina territoriale è stata smantellata già prima della pandemia. De Luca ha vietato anche ai medici di dire la verità. Il tampone viene fatto dopo molti giorni. E il problema non sono i ragazzi: non prendiamocela con i cittadini, che hanno avuto in gran parte un atteggiamento responsabile“. E il primo cittadino partenopeo prosegue: “Andremo sicuramente al lockdown in Campania, perché sono rimasti quindici posti in terapia intensiva. E che tristezza chiudere le scuole appena riaperte. Ma adesso il tema centrale è ‘facciamo presto’, perché in questo momento bisogna essere uniti. Va bene la marcia indietro del governo, Conte forse era stanco l’altra sera in conferenza stampa. La gente sta capendo che bisogna essere responsabili ma – conclude Luigi de Magistris – non vuole rinunciare subito agli altri diritti“.

Intanto, un autentico grido d’allarme arriva anche dal vicepresidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Bruno Zuccarelli, che a proposito della situazione sempre più seria in Campania e, soprattutto a Napoli, non usa giri di parole: “È bene dircelo fuori dai denti: la Campania è malata, Napoli è malata“. Zuccarelli affida le sue riflessioni all’agenzia Ansa: “Non dimentichiamo – aggiunge – che questa è una guerra e, anche se al momento ci sembra che le cose vadano ancora benino, far finta che non lo sia ci porterebbe al disastro. Non rendiamo vana la sofferenza dei mesi scorsi, altrimenti molto presto saremo costretti a vedere sfilare carri militari impegnati a trasportare altrove le bare dei nostri cari. Il Covid non lascia seconde occasioni, i nostri medici lo sanno bene“.

